Silvano Nieri
Ragioniere Commercialista
 Revisore contabile
Curatore fallimentare

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Anno 2005

Circolare n.20-2005

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Circolare n.18-2005

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Circolare n.16-2005

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Circolare n.14-2005

Circolare n.13-2005

Circolare n.12-2005

Circolare n.11-2005

Circolare n.10-2005
Dichiarazione UNICO 2005 dei redditi 2004 delle persone fisiche, dichiarazione
modello 730, ICI Imposta Comunale sugli Immobili


Circolare n.9-2005
Codice del Commercio

Circolare n.8-2005
Studi di Settore e Parametri

Circolare n.7-2005
Studi di Settore, ridefinito l'accertamento
Participation, obbligo ampio di commercialità
Vendite in casa vietate
Casa, stretta sugli affitti non dichiarati
Costi deducibili per le sponsorizzazioni
Affitti concordati in tutta Italia
L'accertamento non influisce sulla pfc (pianificazione fiscale)
Omesso versamento di ritenute certificate
Agenti e rappresentanti
Ias, avvio graduale dei nuovi principi contabili

Circolare n.6-2005
La nuova certificazione degli utili e altri proventi equiparati

Circolare n.5-2005
Trasmissione telematica dichiarazioni d'intento

Circolare n.4-2005
Comunicazione dati Iva per il 2004
Scheda di raccolta dati per la compilazione della Comunicazione annuale dati Iva

Circolare n.3-2005
Indagini bancarie con efficacia retroattiva
Studi di Settore, adeguamento con penalità unica
Co.co.co, aliquota contributiva al 18%
Ires salata per le cooperative
Pianificazione fiscale (concordato) alla ricerca di appeal
Aggiornati i coefficienti del redditometro
Richiesta di rimborso credito Iva 2004
Versamento INPS per artigiani e commercianti
Autoliquidazione annuale INAIL
Versamento dei contributi ENASARCO
Presentazione elenchi Intrastat relativi al mese di gennaio
Presentazione dichiarazione periodica Conai per gennaio 2005
Modelli: Iva - 770 Semplificato e Ordinario - 730 per il 2005
Benefits autoveicoli: il nuovo tariffario ACI
Nuovo codice per il versamento delle sanzioni in caso di violazione del divieto di fumare
Decreto Milleproroghe: conversione in G.U.
Questionari 2004 - 3° invio - aggiornamento settore professionale
Immatricolazione dei veicoli di provenienza non comunitaria
Proroga delle sanzioni per le violazioni relative ai libretti al portatore
Nuove tariffe per bolli, registro e concessioni governative
Aumenti contrbutivi 2005 per co.co.co. e lavoratori a progetto

Circolare n.2-2005
Divieto di fumare in luoghi chiusi
Pronto soccorso aziendale
Utile Coop, gli effetti del nuovo regime
Cartelle in ritardo, rischio nullità
Iva, autoconsumo senza compensi
Leasing terreni, canone non deducibile
Concordato, vantaggi a rischio
Pagamenti ritardati, aumenta l'interesse

Circolare n.1-2005
Controlli sul plafond, pronto il modello
Trasparenza, calcoli di convenienza
Irpef, il 4% è la quarta aliquota
Bilanci 2004 condizionati dalla trasparenza
Poste in sospensione, affrancamento possibile
Finanziamenti agevolati
Studi di settore, finisce la sperimentazione
Il concordato sarà un flop
Dichiarazioni, slittano le scadenze dei ruoli
Compensi amministratori, TFM
Finanziaria 2005, reato per l'omessa ritenuta
Frodi Iva, incrocio di responsabilità
Immobiliare, commercialità sotto la lente

 

 

 

 

 

 




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2000 - 2003



Circolare n° 10 – 2005

Poggio a Caiano, febbraio 2005

 

Dichiarazione UNICO 2005 dei redditi 2004 delle persone fisiche

Dichiarazione modello 730

I.C.I. (Imposta Comunale sugli Immobili)

 

Al fine di provvedere per tempo, in maniera corretta e completa, alla predisposizione del modello "Unico 2005" per la dichiarazione dei redditi dell’anno 2004, alla dichiarazione I.C.I. (per i titolari di diritti su beni immobili) e agli adempimenti conseguenti (presentazione, versamenti, ecc.), si prega voler trasmettere, con urgenza, la documentazione necessaria, che si sintetizza nell’allegato elenco da restituire, debitamente firmato, barrando le caselle relative ai documenti consegnati e con l’indicazione della data e della natura delle variazioni intervenute nell’anno e di eventuali altre comunicazioni ritenute utili.

Al fine di consentire il trattamento dei dati personali, ogni cliente dovrà firmare il consenso di cui alla legge 675/96 (PRIVACY) nell’apposito spazio.

Lo Studio resta a disposizione per qualsiasi chiarimento.

 

Cordiali saluti.

 

Silvano Nieri

 

 

Raccolta dati per la dichiarazione 2005

redditi delle persone fisiche anno 2004

 

 

Terreni e Fabbricati

ATTENZIONE: se non vi sono variazioni rispetto allo scorso anno firmare nel riquadro sottostante.

 

  • documentazione inerente eventuali variazioni catastali (allegare copia certificato); si ricorda che:
  1. anche per il 2004 la rendita catastale dovrà essere rivalutata del 5%;
  2. dal 2000 l’abitazione principale con le sue pertinenze godono di una deduzione integrale dal reddito;
  • canoni di affitto relativi al 2004: prospetto riepilogativo e/o copia contratti di locazione;
  • canoni di affitto non percepiti: copia del provvedimento giurisdizionale di convalida dello sfratto per morosità del conduttore;
  • copia del contratto di locazione, stipulato o rinnovato ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431 (canone "concordato" tra le organizzazioni sindacali di categoria dei proprietari e degli inquilini):
  • per gli inquilini: relativo all’unità immobiliare adibita a propria abitazione principale;
  • per i proprietari: relativo alle unità immobiliari site in comuni ad alta tensione abitativa;
  • immobili inagibili: copia della denuncia di variazione inoltrata all’UTE;
  • acquisti / vendite di immobili avvenute nel 2004/2005 – copia degli atti di compravendita;
  • ______________________________________________________________________




Redditi di lavoro dipendente e assimilati

  • modello CUD;
  • indennità di maternità, mobilità, disoccupazione, malattia, infortunio (anche INAIL);
  • assegni dal coniuge separato o divorziato, con esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli;
  • indennità e assegni percepiti per cariche pubbliche (consiglieri comunali, provinciali, ecc…);
  • ________________________________________________________________________

 

Altri redditi (d’impresa, di lavoro autonomo, di capitale e di partecipazione, diversi)

  • documentazione inerente eventuali altri redditi diversi da quelli abituali (lavori occasionali, cessioni di quote, plusvalenze su titoli in caso di opzione per il regime della dichiarazione, ecc.);
  • certificazioni dei redditi di partecipazione a società diverse da SRL e SPA;
  • certificati degli utili percepiti da società;
  • certificazioni inerenti alle ritenute d’acconto subite;
  • indennità per la perdita dell’avviamento corrisposte al conduttore per disposizione di legge per cessazione della locazione di immobili adibiti a usi diversi da quello di abitazione;
  • _________________________________________________________________________

 

Oneri deducibili e detraibili

  • ricevute di spese sanitarie (prestazioni mediche specialistiche e non, degenze, ticket, acquisto di protesi, medicinali e attrezzature sanitarie, inclusi i sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare l'autosufficienza e l'integrazione dei portatori di handicap, ecc.), compresa la documentazione degli eventuali rimborsi da parte di terzi;
  • ricevute di spese veterinarie sostenute relativamente ad alcune categorie di animali;
  • ricevute per spese mediche e di assistenza specifiche per i portatori di handicap;
  • quietanze relative ad interessi passivi su mutui ipotecari contratti per l’acquisto di immobili da adibire ad abitazione principale entro sei mesi;
  • quietanze relative ad interessi passivi su mutui ipotecari contratti, a partire dal 1998, per la costruzione o ristrutturazione di immobili da adibire ad abitazione principale;
  • quietanze relative ad interessi su mutui contratti per l'acquisto di abitazioni diverse dalla principale stipulati prima del 1993;
  • quietanze relative ad interessi passivi su mutui (anche non ipotecari) contratti nel 1997 per effettuare manutenzioni, restauro e ristrutturazioni di edifici, anche non di proprietà, situati nel territorio dello stato;
  • quietanze relative ad interessi per prestiti e mutui agrari di ogni genere;
  • premi assicurativi sulla vita e sugli infortuni, contributi volontari e contributi associativi a società di mutuo soccorso;
  • spese scolastiche (medie, superiori e universitarie);
  • spese funebri;
  • spese per offerte a favore di istituzioni religiose, erogazioni liberali a favore dei Paesi in via di sviluppo, dei movimenti e partiti politici, delle ONLUS, della società di cultura "La Biennale di Venezia", di enti che operano nel settore dello spettacolo, delle fondazioni di diritto privato operanti nel settore musicale, per attività culturali e artistiche: ricevute versamenti postali o bonifici bancari;
  • spese per erogazioni liberali fatte nei confronti di associazioni sportive dilettantistiche;
  • ricevute di versamento di contributi previdenziali obbligatori (INPS 10/13%, IVS artigiani e commercianti, tassa salute -S.S.N.- su premi di assicurazione auto, ENPAM, ENPAIA, ENASARCO, CASSE PREVIDENZA, ecc.), compresi quelli versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari;
  • assegni pagati al coniuge separato o divorziato, con esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli;
  • ricevute di rendite, vitalizi ed assegni alimentari, canoni, livelli e censi gravanti sui redditi degli immobili;
  • spese sostenute dai genitori adottivi di minori stranieri;
  • documentazione comprovante i pagamenti che danno diritto alla detrazione 36% per gli interventi di recupero edilizio;
  • ricevute di spese sostenute per l'acquisto di cani guida per non vedenti;
  • __________________________________________________________________________;
  • __________________________________________________________________________;
  • __________________________________________________________________________

 

Versamenti e altro

  • versamenti ICI 2004
  • ricevute di versamento degli acconti IRPEF e IRAP;
  • documentazione inerente i trasferimenti di denaro da e per l’estero superiori a 20 milioni;
  • documentazione inerente a eventuali rimborsi ILOR, tassa salute, contributi INPS, ecc. ottenuti nel 2004;
  • ___________________________________________________________________________
  • ___________________________________________________________________________
  • ___________________________________________________________________________
  • ___________________________________________________________________________
  • ___________________________________________________________________________
  • ___________________________________________________________________________
  • ___________________________________________________________________________

 

N.B. L’elenco sopra riportato non è completo di tutte le fattispecie possibili. In caso di situazioni particolari siete pregati di descriverle sinteticamente e contattare lo Studio.

 



ALTRE INFORMAZIONI

 

Variazioni dello stato di famiglia avvenute nel 2004/2005 (matrimoni, decessi, nascite ...)

 

¨ SI ¨ NO (Se SI, allegare stato di famiglia e il Codice Fiscale di eventuali figli nati)

 

Variazione della residenza avvenuta nel 2004/2005

 

¨ SI ¨ NO (Se SI, allegare certificato di residenza)

 

Data del matrimonio se avvenuto nel 2004/2005 ____________ (Allegare Codice Fiscale del coniuge)

 

¨ __________________________________________________________________________

¨ __________________________________________________________________________

¨ __________________________________________________________________________

 

FAMILIARI A CARICO (con reddito complessivo inferiore a € 2.840,51):

COGNOME E NOME

N° MESI

A CARICO

CODICE FISCALE

     
     
     
     
     
     
     

 

ALTRE INFORMAZIONI UTILI

 

 

Destinazione dell’8‰ dell’IRPeF

 

Si prega di firmare per operare la scelta della destinazione dell’8‰ dell’IRPEF. Viene richiesta preventivamente la scelta per esigenze di natura tecnica, dovendo predisporre la dichiarazione dei redditi in formato telematico.

 

Il dato relativo alla scelta di cui sotto, essendo "sensibile" secondo quanto disposto dalla legge 675/96 sulla privacy, necessita del preventivo consenso del cliente al trattamento del dato stesso. Si prega pertanto di verificare di aver manifestato tale consenso firmando nell'apposito riquadro della prima pagina. Il dato verrà trattato dallo studio/Ced al solo scopo di predisporre la dichiarazione dei redditi del cliente.

 

Stato

Chiesa Cattolica

Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno

Assemblee di Dio in Italia

Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi

Chiesa Evangelica Luterana in Italia

Unione Comunità Ebraiche Italiane

 

 

 

 

Documenti occorrenti da presentare

all’appuntamento

 

Elementi di reddito

  • Ricevute di spese di iscrizione per scuole medie superiori e universitarie sostenute nel 2004
  • Copia integrale del modello Unico 2004 (qualora non abbia usufruito del nostro servizio) ed eventuale dichiarazione ICI (terreni e fabbricati)
  • Spese per assegni periodici corrisposti al coniuge legalmente separato
  • Modello CUD per lavoratori dipendenti e collaboratori coordinati e continuativi
  • Ricevute e fatture di spese mediche (se l’importo totale è inferiore a 129,11 euro non sono detraibili)
  • Se nel corso dell’anno fosse stata variata la residenza occorrono i nuovi dati con la data di variazione
  • Spese funebri sostenute per la morte dei familiari
  • Contratti di compravendita di immobili e terreni acquistati e/o venduti nel corso dell’anno 2004 e nei primi mesi del 2005 (ai fini ICI)
  • Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose, e per i paesi in via di sviluppo
  • Reddito derivante da affitto di immobili (copia ricevute)
  • Richiesta, fatture e bonifici di pagamento ristrutturazione immobile (36% credito di imposta)
  • Dichiarazione attestante la riscossione di gettoni di presenza in consigli comunali, provinciali, seggi elettorali ecc…
  • Contratto di locazione a canone convenzionale per usufruire della nuova detrazione
  • Certificazione relativa ai redditi derivanti dal possesso di azioni riscosse nel 2004
  • Certificazione delle spese sostenute per l’adozione di minori stranieri
  • Rimborsi di imposte e oneri riscossi nel 2004
  • Erogazioni liberali a favore dei movimenti e partiti politici, ad associazioni sportive dilettantistiche e associazioni di promozione sociale
  • Corrispettivi di attività non abituali di lavoro autonomo
  • Contributi obbligatori (compresi quelli versati con il premio di assicurazione di responsabilità civile per i veicoli) e previdenziali non obbligatori
  • Attestati di eventuali versamenti IRPEF 2004
  • Contratto di locazione per i lavoratori dipendenti che trasferiscono la loro residenza per motivi di lavoro in un raggio superiore ai 100 km e fuori regione
  • Codice fiscale di familiari a carico (se non c’è stato fornito lo scorso anno)
  • Certificazione per le spese veterinarie

Oneri deducibili o detraibili dal reddito

  • Contributi versati facoltativamente alla gestione pensionistica obbligatoria e al cosiddetto c.d. fondo casalinghe
  • Certificazione interessi passivi relativi a mutui ipotecari le cui rate siano state effettivamente pagate nel 2004
  • Certificazione attestante l’assunzione di collaboratrici domestiche, babysitter e simili per usufruire del credito d’imposta spettante
  • Dichiarazioni delle società assicurative di premi per assicurazioni vita, infortuni pagati nell’anno 2004 per contratti stipulati o rinnovati entro il 31.12.2000.
 
  • Contributi previdenziali o assistenziali versati a favore degli addetti ai servizi domestici
 

 




Circolare n° 9 – 2005

Poggio a Caiano,  febbraio 2005

Codice del Commercio

 La Regione Toscana con l’approvazione del nuovo codice del commercio che è entrato in vigore il 25 febbraio 2005 prevede novità riguardanti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande anche alcoliche.

I titolari di esercizi autorizzati alla somministrazione in base all’art.3 della Legge 287/91:

·        A) ristorante

·        B) bar

previo aggiornamento dell’autorizzazione sanitaria, hanno diritto ad estendere la propria attività senza che sia necessaria la conversione dell’autorizzazione.

I titolari di esercizi di somministrazione che in base alla legge 287 del 1991 sono in possesso di più autorizzazioni per un unico locale (ad esempio A + B) sono autorizzati a proseguire l’attività senza effettuare alcuna conversione.

Viene concessa la facoltà, da esercitare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, di trasferire a terzi un ramo d’azienda, ad esempio A oppure B.

Cordiali saluti.

                                                                                                           Silvano Nieri




Circolare n° 8 – 2005

Poggio a Caiano,  febbraio 2005

Studi di Settore e Parametri

Insieme alla presente circolare tutti i Clienti dello Studio riceveranno la stampa dell’elenco dei beni ammortizzabili risultanti dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata (inclusi leasing e quanto da considerare ai fini dei dati da indicare nella dichiarazione relativa a parametri o studi di settore).

L’incidenza del costo storico dei beni strumentali è talmente importante che può convenire eliminare dal processo produttivo beni vecchi.   E’ altrettanto importante segnalare eventuali beni non più in uso che potranno essere esclusi dalla rilevazione ai fini di quanto esposto.

In pratica i beni strumentali che l’azienda possiede, se in uso, sono un indicatore di capacità reddituale dell’azienda.   Di ciò l’imprenditore deve prendere buona nota.

Distinti saluti.

                                                                       Silvano Nieri

PS:  i Clienti che non hanno la disponibilità del libro cespiti ne possono richiedere copia allo Studio.





Circolare n° 7 – 2005

Poggio a Caiano, febbraio 2005

Studi di Settore, ridefinito l’accertamento

Le modifiche agli studi di settore hanno entrata in vigore differenziata. La Finanziaria2005 interviene su tre aspetti: accertamento, modalità di applicazione degli accertamenti e adeguamento. La Finanziaria 2005 stabilisce che l’accertamento da studi di settore assume la connotazione di parziale, nel senso che non viene pregiudicato l’esercizio dell’ulteriore azione accertatrice da parte del Fisco con riferimento anche alle categorie reddituali oggetto dell’accertamento da studi. Inoltre, in caso di chiusura dell’accertamento con un concordato a regime, viene stabilito che la definizione non pregiudica l’esercizio dell’ulteriore azione accertatrice. La norma non fissa alcuna decorrenza: le nuove disposizioni si applicano dal 1° gennaio 2005. Il che fa nascere il dubbio, visti i precedenti dello Statuto, circa la loro applicazione ai periodi antecedenti al 2005. La Finanziaria interviene anche in relazione all’uso degli studi come metodo accertativi. Viene disposto che nei confronti dei soggetti in contabilità ordinaria per opzione l’accertamento può essere effettuato, oltre che in presenza di non congruità in due annualità su tre consecutive o di contabilità inattendibile, anche quando emergono significative situazioni di incoerenza rispetto ai nuovi indici che verranno issati da un provvedimento ad hoc. Per i contribuenti in contabilità ordinaria per obbligo viene stabilito che l’accertamento è possibile, oltre che in presenza di contabilità inattendibile, anche quando si verifica la non congruità in due annualità su tre e quando emergono situazioni di incoerenza sulla base di nuovi indici. Viene stabilito che l’adeguamento in dichiarazione a Gerico non comporta sanzioni e interessi e che rileva ai fini Irap. Per l’Iva l’adeguamento deve essere effettuato entro il termine di versamento a saldo delle imposte sui redditi. In caso di adeguamento in dichiarazione non sono dovuti sanzioni e interessi al primo anno o in caso di revisione degli studi nonché quando il contribuente effettua il versamento di una maggiorazione del 3% sulla differenza tra i ricavi annotati e quelli richiesti da

 

Participation, obbligo ampio di commercialità

La participation exemption deve fare i conti con il requisito della commercialità. Nel comma 2 dell’articolo 87 è, infatti, stabilito che questo requisito deve sussistere ininterrottamente, al momento del realizzo della partecipazione, almeno dall’inizio del terzo periodo d’imposta anteriore al realizzo. La circolare 36/E ha spiegato che la previsione ha una chiara finalità antielusiva, in quanto è volta a evitare che, solo per fruire dell’esenzione, sia effettuato un cambiamento del tipo di attività svolta anteriormente alla cessione delle partecipazioni. Da questa considerazione è stato correttamente desunto che, nel caso in cui la società partecipata sia costituita da meno di tre anni, il possesso ininterrotto del requisito della commercialità debba riferirsi al minor periodo intercorso tra l’atto costitutivo e la cessione della partecipazione. In pratica, se la società partecipata è in vita, al momento del realizzo della plusvalenza, da un periodo di tempo inferiore a quello richiesto dal comma 2, è sufficiente, per rispettare la condizione, che il requisito della commercialità sussista ininterrottamente a partire dalla data di costituzione della società. Se la partecipata è in fase di liquidazione, senza che sia stato autorizzato l’esercizio provvisorio dell’impresa, il periodo minimo va verificato con riferimento all’inizio della procedura di liquidazione e non al momento di realizzo della partecipazione.

 

Vendite in casa vietate

Vietato esercitare professionalmente il commercio in casa propria. Mentre un circolo privato può somministrare alimenti e bevande ai soci senza rispettare le norme sulla destinazione d’uso degli immobili. Sono alcuni dei principi ricavabili da una serie di risoluzioni del ministero delle attività produttive, in risposta a quesiti posti da comuni, camere di commercio e associazioni. Nel caso di un soggetto che intendeva esercitare il commercio di oggetti preziosi nella propria abitazione, esponendo a clienti preventivamente invitati un campionario, il ministero, premesso che per aversi attività commerciale tale da presupporre l’applicazione della speciale disciplina di cui al dlgs n. 114/98 occorre la professionalità nell’esercizio dell’attività, ha affermato che qualora il soggetto intenda svolgere un’attività di vendita in modo professionale presso la propria abitazione, anche nel caso in cui questa non sia rivolta alla generalità dei soggetti ma esclusivamente a clienti preavvertiti, detta attività non può considerarsi svolta conformemente a quanto previsto dalle disposizioni vigenti, che presuppongono specifici requisiti dei locali in cui l’attività deve essere esercitata. Ciò perché, ove così non fosse, ogni privata dimora e, peraltro, di qualsiasi dimensione, potrebbe trasformarsi in un locale di vendita con imprevedibili conseguenze sull’equilibrio del mercato e oggettive difficoltà di controllo al fine di garantire un corretto svolgimento dell’attività.

 

Casa, stretta sugli affitti non dichiarati

Non c’è legge Finanziaria che non si occupi anche di fiscalità immobiliare e anche quella di quest’anno non smentisce la tradizione: con il provvedimento di fine anno, il legislatore: 1) ha attribuito ai Comuni il potere di segnalare all’Agenzia del Territorio le divergenze significative notate nell’ambito del territorio comunale tra il valore di mercato e il valore catastale; 2) ha voluto incentivare, con l’inasprimento delle sanzioni l’accatastamento degli immobili non dichiarati in Catasto; c) ha puntato il fucile contro il diffuso malcostume di non dichiarare al Fisco i contratti di locazione. Sotto quest’ultimo aspetto, il contratto di locazione non registrato viene qualificato come nullo, e quindi improduttivo di effetti: a) ai fini dell’imposta di registro, non è soggetto ad accertamento il canone di locazione relativo a immobili, iscritti in catasto con attribuzione di rendita, che risulti dal contratto in misura non inferiore al 10% del valore dell’immobile, determinato assumendo come tale il prodotto che risulta dalla moltiplicazione della rendita catastale per i noti coefficienti di rivalutazione; b) ai fini delle imposte sui redditi, non si procede ad accertamento se i redditi di fabbricati derivanti da locazione siano stati dichiarati in misura non inferiore a un importo corrispondente al maggiore tra il canone di locazione risultante dal contratto e il 10% del valore dell’immobile; anche in quest’ultimo caso si tratta del valore catastale, come sopra determinato.

 

Costi ducibili per le sponsorizzazioni

E’ scaduto il 31 gennaio il termine di presentazione della comunicazione relativa alle erogazioni liberali a sostegno della cultura effettuate o ricevute nel corso del 2004. Sul sito del ministero dei beni culturali è disponibile il facsimile del modello per le predette comunicazioni, corredato delle relative istruzioni. I soggetti che hanno effettuato le elargizioni inoltre sono tenuti a inviare la comunicazione anche all’Agenzia delle entrate, in via telematica. Le erogazioni in parola sono quelle di cui all’articolo 100 del nuovo Tuir, comma 2, lettera m), il quale consente la deducibilità dalla base imponibile Ires delle erogazioni liberali in denaro effettuate nei confronti dello stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e di associazioni legalmente riconosciute, per lo svolgimento dei loro compiti istituzionali e per la realizzazione di programmi nei settori dei beni culturali e dello spettacolo. C’è un altro sistema però che le imprese hanno a disposizioni per promuovere la cultura, ottenendo tra l’altro allo stesso tempo un ritorno in termini pubblicitari: quello delle sponsorizzazioni. L’utilizzo delle sponsorizzazioni a tutela e sostegno della cultura è stato anche recentemente previsto dal nuovo codice dei beni culturali e del paesaggio, entrato in vigore lo scorso 1° maggio, che all’art. 120 ha espressamente introdotto il concetto di sponsorizzazione di beni culturali, stabilendo che è tale ogni forma di contributo in beni o servizi da parte di soggetti privati alla progettazione o attuazione di iniziative del ministero, delle regioni o degli altri enti pubblici territoriali, ovvero di soggetti provati, nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, con lo scopo di promuovere il nome, il marchio, l’immagine, dell’attività o del prodotto all’iniziativa oggetto del contributo, in forma compatibili con il carattere artistico o storico, l’aspetto e il decoro del bene culturale da tutelare o valorizzare, da stabilirsi col contratto di sponsorizzazione.

 

Affitti concordati in tutta Italia.

Meglio tardi che mai. E’ stato finalmente varato il provvedimento che estende in tutta Italia l’efficacia degli affitti convenzionati e che di fatto liberalizza le mini-locazioni, da uno a diciotto mesi. E’ approdato sulla GU del 12 novembre 2004, con data 14 luglio 2004, il decreto del ministero delle Infrastrutture sostitutivo degli accordi sulle locazioni concordate che – in base alla legge di riforma (431/1998) – avrebbe dovuto prendere il via entro luglio del 1999. Il provvedimento, che darà effetti quest’anno, estende a tutti i comuni, e non solo a quelli dove le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini hanno concluso i cosiddetti accordi territoriali, l’efficacia dei tre tipi di locazioni abitative convenzionate, regolate appunto da questi accordi, per quanto in modi leggermente differenti a seconda che sia coinvolta la grande o la piccola proprietà. Si tratta degli affitti di tre più due, per studenti universitari, da sei mesi a tre anni di durata, e quelli transitori brevi, da uno a 18 mesi. I canoni concordati di cinque anni (3 + 2 di rinnovo automatico) si potranno stipulare in tutti i comuni italiani, e non solo in quelli dove sono stati conclusi accordi territoriali. Solo nei centri ad alta tensione abitativa , identificati dalla delibera Cipe del 13 novembre 2003, però, i proprietari potranno godere degli sconti fiscali.

 

L’accertamento non influisce sulla pfc (pianificazione fiscale).

Accordo con il Fisco in salvo. La pianificazione fiscale concordata mantiene validità anche se uno dei periodi è oggetto di accertamento parziale. Il ritorno alla congruità degli studi è obbligatorio solo se lo stesso studio, nei periodi oggetto di pianificazione, trova applicazione. Il recupero dei costi fa venire meno lo scudo sugli accertamenti. Alcune perplessità e dei dubbi sorti in riferimento al nuovo istituto della pianificazione fiscale concordata, in attesa dell’emanazione del relativo decreto attuativo che individuerà i soggetti destinatari delle prime proposte e le modalità di determinazione delle stesse, sono stati risolti dall’Agenzia delle entrate nel forum fiscale di sabato 22 gennaio. Gli interrogativi erano sorti da parte della stampa specializzata in ordine al coordinamento di alcune disposizioni, primo fra tutte la previsione che, per i soggetti aderenti al nuovo istituto, continuerà ad applicarsi lo studio di settore con, inoltre, l’obbligo di adeguarsi ai relativi risultati. L’Agenzia delle entrate ha precisato sia che l’inapplicabilità o l’esclusione dagli studi di settore in uno dei tre periodi d’imposta che formano oggetto della pianificazione non rientra tra le ipotesi di perdita dei benefici connessi all’accordo previste dal comma 396, sia che in tali circostanze non opera l’obbligo di dichiarare ricavi o compensi congrui, atteso che proprio tale cause di inapplicabilità o esclusione determinano l’impossibilità di stimare quali siano i ricavi o compensi che possono essere considerati congrui.

 

Omesso versamento di ritenute certificate

Dall’1.01.2005 è punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni il sostituto d’imposta che non versi, entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto d’imposta, le ritenute che contemporaneamente:

a) risultino dalla certificazione rilasciata ai sostituiti; b) siano superiori a 50.000 euro per ciascun periodo d’imposta. Il mancato versamento di ritenute operate, anche se superiori al predetto importo, che non siano state certificate, non integra, invece, alcun reato. Per integrare la fattispecie sono sufficienti la coscienza e la volontà di non versare le ritenute effettuate nel periodo d’imposta e certificate ai sostituiti; la semplice colpa (es.: dimenticanza) non è, invece, sufficiente per integrare il reato.

 

Agenti e rappresentanti

Dall’01/01/2005 è obbligatorio il nuovo sistema di acquisizione on-line dei contributi Enasarco versati dalle ditte in favore dei propri agenti e rappresentanti (compilazione della distinta informatica e pagamento tramite addebito automatico su c/c bancario). L’obbligo riguarda tutte le ditte (per quelle con più di 100 agenti valgono norme speciali), ed è l’unico procedimento consentito. Qui di seguito le nuove aliquote:

 

 

Agenti e
rappresentanti

monomandatari

Plurimandatari

2004

2005

2004

2005

Contributo a carico della casa mandante (1)

6,25%

6,50%

6,25%

6,50%

Contributo carico dell’agente

6,25%

6,50%

6,25%

6,50%

Contributo minimo annuo

248,00

700,00

124,00

350,00

Imponibile contributivo massimo

24.548,00

24.548,00

14.027,00

14.027,00

(1) Dall'1.1.2006 passa al 6,75%  

 

 

Ias, avvio graduale dei nuovi principi contabili.

Le società quotate italiane avranno una camera di compensazione di circa sei mesi per preparare l’avvio dei nuovi standard contabili internazionali Ias/Ifrs. La Consob, l’autorità di regolamentazione dei mercati finanziari presieduta da Lamberto Cardia, sta per licenziare le sue linee guida per la fase di passaggio alla nuova normativa che il regolamento comunitario 1606/2002 ha posto a carico dei conti consolidate delle società quotate a partire dal 2005. La commissione dovrebbe far conoscere il suo orientamento fin dalla prossima settimana e il mercato si attende che verrà seguita un’impostazione di progressivo avvicinamento al nuovo sistema. In particolare l’Authority dovrebbe consentire alle quotate di poter continuare a redigere con i vecchi principi contabili anche la prima trimestrale del 2005.

 

Cordiali saluti.

Silvano Nieri


 


Circolare n° 6 – 2005

Poggio a Caiano, febbraio 2005

 

La nuova certificazione degli utili e altri proventi equiparati

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha approvato la nuova certificazione degli utili e dei proventi ad essi equiparati con un provvedimento datato 15 dicembre 2004.

La certificazione per il 2004 dovrà tenere conto non solo dei dividendi, ma anche degli altri proventi equiparati come, peraltro, si desume già dall’intestazione del modello. Da ciò consegue anche una modifica della sua struttura, in cui compare una sezione V, in cui si accolgono gli altri proventi assimilati agli utili, questi invece interessati dalla sezione IV.

Ricordiamo che i proventi assimilati agli utili sono, tra gli altri:

  • i rendimenti derivanti dagli strumenti finanziari, quando totalmente correlati ai risultati economici dell’emittente;
  • l’utile percepito dall’associato di un contratto di associazione in partecipazione con apporto di solo capitale o misto;
  • gli interessi attivi riqualificati come dividendi in applicazione dell’art. 98 Tuir (thin capitalization).

Sia dal provvedimento di approvazione che dalle istruzioni si ritraggono diversi utili spunti operativi:

  1. come detto, il modello si interessa sia dei dividendi sia dei proventi assimilati; da ciò consegue che esso dovrà essere rilasciato certamente dalle società di capitali, sia per i veri e propri dividendi sia per le remunerazioni degli strumenti finanziari, ma anche dagli associanti in partecipazione, che possono assumere diverse forme giuridiche, e dalle società che, anche in assenza di distribuzione di dividendi, hanno riqualificato gli interessi passivi appunto come tali in applicazione delle regole sulla thin capitalization;
  2. il modello deve essere rilasciato anche per le somme percepite a seguito di distribuzione di riserve di capitale; questa situazione può interessare diverse ipotesi:
    1. quando si innesca la cosiddetta presunzione di prioritaria distribuzione di utili, disciplinata dall’ultimo periodo del co.1 dell’art. 47 Tuir;
    2. nell’ipotesi di cui all’art.47 co.5, qualora la somma ricevuta da una persona fisica non imprenditore ecceda il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione (in tal caso, però, non è previsto normativamente che l’emittente debba operare alcuna ritenuta);
    3. ancora con riferimento alle persone fisiche, nel caso del recesso e delle altre ipotesi previste dall’art.47 co.7. Al ricorrere di queste circostanze è il co.1-bis dell’art.27 DPR n.600/73 a disporre l’applicazione della ritenuta del 12,5%, che deve essere operata sulla somma che eccede il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione; il sostituto potrà operare correttamente la ritenuta d’acconto – sulla differenza tra somma erogata e costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione – solo se dispone di quest’ultimo valore, che gli deve essere comunicato dal percettore; diversamente il sostituto opererà la ritenuta medesima sull’intero importo erogato. Ricordiamo che, nei confronti delle persone fisiche, il recesso genera sempre un utile di capitale, indipendentemente dal fatto che siano state utilizzate riserve di capitale o di utili per finanziare il recesso;
    4. le istruzioni non prevedono il rilascio della certificazione anche in queste ultime due ipotesi che, peraltro, sembrerebbero essere rilevanti ogni qual volta non sia operata una ritenuta d’imposta – è il caso di percezione di somme in virtù del possesso di una partecipazione qualificata - e, di conseguenza, il socio (o ex socio) sia tenuto a dichiarare quanto ricevuto;
    5. il modello deve essere consegnato entro il 15 marzo 2005 per gli utili corrisposti, in denaro o in natura, a soggetti residenti e non, a decorrere dall’1 gennaio 2004 data dalla quale, in linea di principio, si applicano le nuove regole di tassazione dei dividendi;
    6. la corresponsione degli utili può interessare ancora il meccanismo del credito d’imposta, e ciò vale per gli utili percepiti da soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, e così fino alla chiusura di quello in corso al 31 dicembre 2003, come preciseremo meglio in seguito;
    7. la certificazione non deve essere rilasciata per i dividendi assoggettati a ritenuta d’imposta del 12,5%, caso tipico per le persone fisiche che detengono una partecipazione non qualificata al di fuori del regime d’impresa;
    8. la certificazione non deve essere rilasciata nemmeno nel caso di intervenuta opzione per il regime del risparmio gestito – art.7 D.Lgs. n.461/97 – dato che, in tale sistema, gli utili sono comunque erogati al lordo di ritenuta, entrando a far parte del risultato complessivo della gestione che, se positivo, comporta l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 12,5%;
    9. la certificazione è la base per la compilazione del quadro RI che accoglie i redditi di capitale, e da qualche anno il buon incrocio che è possibile operare in modo reciproco tra i campi dei due modelli consente di procedere in modo piuttosto agevole.

Segnaliamo che se una società semplice detiene una partecipazione non qualificata, il dividendo percepito non può essere assoggettato alla ritenuta d’imposta del 12,5%. Il problema non è nuovo, ma è stato definitivamente chiarito dalla Circolare 26/E/2004 in tal senso, tenendo conto della letteralità del comma 1 dell’articolo 27 D.P.R. 600/73, che ammette questa forma di imposizione solo per i dividendi rivenienti dal possesso di partecipazioni non qualificate possedute al di fuori del regime d’impresa da persone fisiche.

La struttura e le particolarità del nuovo modello

Dal confronto del modello da ultimo approvato con quello del 2003 emerge che non sono intervenute modifiche sulle prime tre sezioni.

Nella sezione IV troviamo alcuni spunti di interesse, con particolare riferimento ai campi 25 e 26, nei quali vanno indicati, rispettivamente:

  • il numero delle azioni o quote possedute, nel loro importo totale anche in caso di contitolarità della partecipazione;
  • la percentuale di possesso, riferita al destinatario della certificazione, in caso appunto di contitolarità della partecipazione medesima.

Si ricorda qui la R.M. n.131 del 30 aprile 2002, che ha precisato che la quota in comunione legale è riferibile a ciascun coniuge in ragione della metà di quanto complessivamente posseduto. Da ciò deriva che, se si possiede in tutto il 30% del capitale sociale ad esempio di una Srl, partecipazione qualificata se rivista globalmente, quando essa debba essere riferita a ciascun coniuge in funzione delle quote di possesso determinate in forza del regime di comunione, essa partecipazione si configura come due distinte partecipazioni del 15% e, quindi, ciascuna non qualificata. Questo approccio dovrebbe trovare applicazione anche nel caso dei dividendi rivenienti da partecipazioni di cui due o più soggetti siano contitolari, anche al di fuori del regime di comunione legale, con le conseguenti ricadute sul regime di tassazione del dividendo attribuibile a ciascun comproprietario.

Il campo 30 può accogliere l’importo di una ritenuta che, nei casi più frequenti, dovrebbe essere quella di acconto del 12,5%, operata sulla quota imponibile dei dividendi rivenienti da soggetti esteri, poi da riconnettere con il campo 32, nel quale si indica l’imposta eventualmente trattenuta all’estero.

La norma che disciplina le modalità secondo cui deve essere operata la ritenuta d’acconto sui dividendi esteri – art.27 DPR n.600/73, co.3 - afferma che essa deve essere applicata sulla quota imponibile del dividendo, assunto al netto delle imposte estere. Quindi la ritenuta deve interessare intanto il 40% del dividendo, determinato al netto delle ritenute estere. La C.M. n.26/E/04, con l’esempio che proponiamo di seguito, ha chiarito quale deve essere la base imponibile su cui operare la ritenuta italiana: se l’utile deliberato dalla società emittente è pari a 100, con 20 di ritenute estere, la ritenuta del 12,50% deve essere applicata sul 40% di 80 – cosiddetto netto frontiera - vale a dire 32.

 

1

Dividendo lordo

100

2

Imposta estera

20

3

Netto frontiera

80

4

Base imponibile sui cui applicare la ritenuta di acconto (80 x 40%)

32

5

Ritenuta di acconto (12,5% su 32)

4

La certificazione poi indicherà:

  • al campo 28, l’importo di 100, quindi il dividendo al lordo della ritenuta estera, indicato sub 1 nella tabella;
  • al campo 29 la misura del 12,5% in base alla quale è operata la ritenuta d’acconto;
  • al campo 30 l’importo della ritenuta italiana di 4 – sub 5 in tabella;
  • al campo 32 l’imposta estera di 20 – sub 2 in tabella.

Quando il contribuente andrà a compilare la dichiarazione, dovrà indicare come dividendo l’importo di 40 (40% di 100), scomputare normalmente la ritenuta italiana di 4, e operare con il meccanismo di cui all’art.165 Tuir per il recupero delle imposte pagate all’estero per 20. Le annotazioni, poste in calce al modello, indicheranno se l’imposta estera è stata prelevata tenendo o meno conto dell’aliquota convenzionale. Tale indicazione è importante perché, ai fini dell’applicazione dell’art.165, si deve considerare il predetto importo convenzionale della ritenuta, mentre la differenza trattenuta in più potrà essere chiesta a rimborso direttamente all’estero. In appendice al modello Unico persone fisiche si trova la tabella con l’indicazione delle aliquote convenzionali.

I campi successivi – dal 33 al 42 – devono essere compilati solamente dai soggetti che hanno il periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, e che hanno percepito dividendi entro il termine del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2003. Per detti soggetti la riforma si applica dal periodo d’imposta che inizia a decorrere dall’1 gennaio 2004 e, di conseguenza e a ribadire, i dividendi percepiti entro il periodo in corso al 31 dicembre 2003 sono ancora assistiti dal credito d’imposta, anche se la partecipata si trova già nel nuovo regime. Quindi detti dividendi saranno tassati secondo le vecchie regole, così come era stato specificato dalla C.M. n.4/E/04.

Per chiarirci vediamo il seguente esempio:

Partecipata

01.01.2003 ß esercizio à 31.12.2003

Delibera distribuzione 30.04.2004

Partecipante

01.07.2003 ß esercizio à 30.06.2004

Dividendo percepito entro il 30.06.2004

Dividendo percepito dal 01.07.2004

ä

ä

Credito imposta pieno à 51,51%

Nessun credito d’imposta

 

Le istruzioni sono poi estremamente analitiche nel definire le diverse situazioni che portano alla compilazione dell’uno o dell’altro campo di questa parte della sezione IV.

La sezione V - novità assoluta del modello - accoglie, al campo 43, i dati relativi ai proventi assimilati ai dividendi, derivanti dai titoli e strumenti finanziari di cui all’art.44, co.2, lett.a) e b) Tuir, cioè quelli derivanti da titoli la cui remunerazione è totalmente correlata ai risultati economici della società emittente o di altre società del gruppo, e quelli derivanti da titoli emessi da soggetti non residenti, quando il loro possesso è assimilato a quello di azioni o quote (in sostanza deve essere che la remunerazione dei titoli, se fosse stata erogata da un residente, sarebbe stata per questo non deducibile). Al campo 44 si indicano i proventi derivanti dai contratti di associazione in partecipazione e di cointeressenza di cui all’art.44, co.1, lett.f) Tuir, caratterizzati dal fatto che l’apporto dell’associato deve essere o di solo capitale o misto, quindi non di solo lavoro.

Nel campo 45 devono invece essere indicate le remunerazioni dei finanziamenti cosiddetti eccedenti di cui all’art.98 Tuir, qualora essi siano erogati direttamente dal socio o da sue parti correlate.

 

Cordiali saluti.

Silvano Nieri





Circolare n° 5 – 2005

Poggio a Caiano, febbraio 2005

 

Trasmissione telematica dichiarazioni d’intento.

Con la Finanziaria 2005 è stato introdotto l’obbligo per tutti i contribuenti che cedono beni ovvero effettuano prestazioni di servizi senza applicazione dell’IVA nei confronti di esportatori abituali, di trasmettere all’Amministrazione Finanziaria i dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento (rese su modello conforme a quello approvato con DM 6 dicembre 1986) ricevute.

 

La comunicazione dovrà contenere obbligatoriamente i seguenti dati, verificabili sulla stessa dichiarazione d’intento ricevuta:

  • dati relativi al cliente (codice fiscale, partita IVA, denominazione, sede legale) che ha inviato la dichiarazione d’intento;
  • numero progressivo attribuito dallo stesso cliente alla dichiarazione d'intento;
  • indicazione delle operazioni a cui si riferisce la richiesta per la non applicazione dell’IVA: infatti, la dichiarazione d'intento ricevuta si può alternativamente riferire a:
    • una sola operazione (e quindi occorrerà comunicare anche il relativo importo indicato);
    • una o più operazioni fino a concorrenza di un certo importo;
    • una o più operazioni effettuate in un certo periodo (ad esempio: per l’anno 2005).

 

Lo Studio rimane a disposizione della clientela per ogni ulteriore chiarimento; con l’occasione porge i più cordiali saluti.

 

Silvano Nieri

 

CONFERIMENTO DI INCARICO PER LA TRASMISSIONE ALL’AGENZIA DELLE ENTRATE DEI DATI CONTENUTI NELLE DICHIARAZIONI DI INTENTO RICEVUTE

Il sottoscritto ………………………………. in qualità di titolare / legale rappresentante della ditta individuale / società …………………………. con sede in ………………… Via ………………. n… codice fiscale ………………. partita IVA ……………………

premesso che

è informato che la legge Finanziaria per l’anno 2005 ha introdotto un nuovo obbligo di comunicazione telematica mensile dei dati contenuti nelle lettere di intento ricevute;

ha preso atto che l’omessa, tardiva, inesatta o infedele comunicazione comporta l’applicazione di pesanti sanzioni amministrative ed anche la responsabilità in solido per l’imposta evasa dal cliente;

ritiene opportuno affidare ad un intermediario abilitato l’incarico della trasmissione telematica di cui sopra;

conferisce mandato

a decorrere dalla data del ……….. allo studio professionale ………………………………. in persona del Dr / Rag. …………………………………… per espletare quanto in premessa dietro compenso di euro …………. oltre ad IVA ed oneri di legge per ciascun invio

e si impegna

a trasmettere via fax o a consegnare al suddetto studio entro e non oltre il giorno ……… di ciascun mese il modulo allegato completo degli originali (o delle copie) delle lettere di intento ricevute complete della busta con timbro postale (o altra prova) attestante la data di ricevimento.

Data …………………. Firma

 

Da trasmettere via fax al numero 055-8779812

 

ACQUISIZIONE DATI E DOCUMENTI PER LA TRASMISSIONE TELEMATICA DELLE LETTERE DI INTENTO.

ditta

 

 

lettere di intento ricevute

nel corso del

 

mese di ………………… 2005

 

numero totale

 

………………….

m originale

 

m copia

 

 

sui documenti ove non si evinca la data di ricezione effettuare annotazione a penna:

ricevuta nel mese di ……………….

 

numerazione progressiva attribuita dal ricevente

 

dal numero ………….

 

al numero .…………

per lo studio:

 

verificare alla ricezione la sequenza con ultimo protocollo del mese precedente

 

le lettere di intento sono già state annotate sull’apposito registro protocollo entro i termini di legge?

m sì è allegata copia della pagina n……

 

m no è provvede lo studio in proprio

 

i dati anagrafici del soggetto emittente sono stati verificati?

m sì è risulta tutto regolare

 

m sì è esiste difformità in relazione alla lettera di intento protocollata con n. ……. in quanto …………………………………………………

 

sono già state emesse, nel mese, fatture ai clienti che hanno inviato la dichiarazione di intento?

m sì è stato verificato che la lettera di intento sia stata ricevuta anteriormente al momento di effettuazione dell’operazione?

Diversamente segnalare allo studio

 

particolari situazioni da segnalare allo studio

………………………………………………………..

………………………………………………………..

………………………………………………………..

………………………………………………………..

 

 

Il sottoscritto ……………………………… con la firma della presente attesta che nel corso del mese di …………………… 2005 non sono state ricevute altre lettere di intento oltre a quelle specificate nel prospetto di cui sopra (di cui riceve copia firmata) e, di conseguenza, esonera espressamente lo studio da ogni e qualsiasi responsabilità in merito a sanzioni di natura amministrativa e civile che potrebbero essere irrogate dall’Amministrazione finanziaria. Firma

Data

Da trasmettere via fax al 055-8779812




Circolare n° 4 – 2005

Poggio a Caiano, febbraio 2005

 

Comunicazione Dati Iva per il 2004.

Entro il prossimo 28 febbraio deve essere trasmessa la "Comunicazione annuale Dati Iva" relativa al 2004, adempimento nato un paio di anni fa in sostituzione delle dichiarazioni periodiche, al fine di ottemperare peraltro a disposizioni comunitarie.

La comunicazione, di fatto, riporta la sintesi annuale delle liquidazioni periodiche dell’Iva, senza tener conto di versamenti, compensazioni, operazioni di rettifica (per esempio della detrazione) e di conguaglio (per esempio per effetto del pro rata). I dati completi, infatti, saranno correttamente indicati nella ben più esauriente "dichiarazione annuale".

Nella tabella che segue sono indicati soggetti obbligati e soggetti esentati dall’adempimento:

 

Soggetti obbligati

Principali soggetti esclusi

In linea generale, coloro che posseggono partita IVA e che sono tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale IVA, anche se nell’anno non hanno effettuato operazioni imponibili.

  • le persone fisiche che nell’anno 2004 hanno realizzato un volume d’affari inferiore o uguale a 25.822,84 euro, anche se tenute alla presentazione della dichiarazione annuale;
  • i contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti cui all’art. 10 (quali ad esempio i medici);
  • i produttori agricoli che nel 2004 hanno realizzato un volume d’affari non superiore ad euro 2.582,28, elevato ad euro 7.746,85 se esercitino l’attività agricola nei comuni montani, sempre sussistendo le altre condizioni indicate dalla norma;
  • le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altra attività rilevante agli effetti dell’IVA, per l’anno 2004;
  • i contribuenti sottoposti a procedure concorsuali;
  • gli esercenti attività di giochi e intrattenimenti di cui al DPR 640/72;
  • soggetti passivi residenti in altri Paesi Ue, qualora abbiano effettuato nell’anno solo operazioni senza obbligo di pagamento di imposta.

Si tenga conto che la presentazione può avvenire esclusivamente tramite il mezzo telematico, in proprio o tramite intermediario abilitato, come in passato.

Si ricorda che alla C.D.I. non sono applicabili istituti tipici invece della dichiarazione annuale, quali la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso o l’invio di comunicazioni integrative o rettificative (i dati corretti, in caso di errori commessi nella compilazione, finiranno correttamente esposti nella dichiarazione annuale).

La sanzione applicabile in caso di omesso invio ovvero di invio con dati inesatti o incompleti, non sono quelle previste per la dichiarazione annuale, in quanto la comunicazione non ha natura dichiarativa, bensì quella amministrativa da Euro 258 a 2.065.

 

Di seguito il modello per la raccolta dei dati che dovranno essere trasmessi allo studio entro il 15 Febbraio dai contribuenti che elaborano la contabilità in proprio.

Scheda di raccolta dati per compilazione della

Comunicazione annuale dati IVA

 

Periodo d’imposta

2004

Contribuente

 

Partita IVA

                     

Codice attività prevalente

 

Esonero dalla presentazione

  • Nel 2004 sono state realizzate solo operazioni esenti (art.10)
  • Produttore agricolo con volume d’affari < € 2.582,28
  • Attività esonerata art.74 c.6, con opzione per il regime ordinario
  • Impresa individuale con affitto dell’unica azienda
  • Soggetto comunitario, con rappresentante fiscale, che ha posto in essere solo operazioni non imponibili, esenti, o non soggette
  • Soggetto in regime ex legge n.398/1991
  • Soggetto che ha effettuato commercio elettronico
  • Soggetti pubblici (amministrazioni dello Stato, Enti locali, Enti Pubblici)
  • Procedura concorsuale
  • Persona fisica con volume d’affari < € 25.882,84
  • Soggetti pubblici (amministrazioni dello Stato, Enti locali, Enti Pubblici)

Operazione straordinaria

Comunicazione del soggetto

  • soggetto dante causa
  • soggetto avente causa

Status del soggetto dante causa

  • estinto
  • NON estinto

Momento di effetto dell’operazione

  • nel corso del 2004
  • dopo 1 gennaio 2005

Soggetti

non residenti

  • Identificati direttamente
  • Con rappresentante fiscale
  • Con stabile organizzazione

Situazioni particolari

  • Contabilità separata ai sensi dell’art. 36 d.p.r. n.633/72
  • Contabilità presso terzi
  • Applicazione di regimi speciali IVA (specificare _______________________ )
  • Opzione per la dispensa dagli adempimenti ex art.36-bis d.p.r n.633/72

 

Principali informazioni necessarie

Operazioni attive

imponibili: ____________________________________________

non imponibili

esportazioni: ____________________________________

cessioni ad esportatori abituali: ___________

non concorrono formazione plafond: _______

esenti: _______________________________________________

 

Operazioni passive

imponibili: _____________________________________________________

non imponibili

con utilizzo del plafond:__________________

senza utilizzo del plafond:________________

esenti: _______________________________________________

acquisti intracomunitari di beni: _________________________

Altre informazioni

  • Importazioni di oro e argento
  • Importazioni di rottami

 

IVA

esigibile: ____________________________________________

detratta: ______________________________________________

 

A debito: _____________________________

A credito: _____________________________

 

 

Cordialità

                                                                                       Silvano Nieri

 




Circolare n° 3 – 2005

Poggio a Caiano, gennaio 2005

 

Indagini bancarie con efficacia retroattiva

Avvio difficile per le nuove disposizioni sulle indagini bancarie introdotte dalla Finanziaria 2005 che sono destinate a rivoluzionare le modalità di accertamento fiscale. La legge 311/2004 ha, infatti, previsto che il Fisco dal 1° gennaio può chiedere a banche, poste e intermediari finanziari dati e notizie relative a qualsiasi rapporto con la clientela. Non più, dunque, solo notizie su operazioni legate a conti correnti ma anche su tutte le operazioni fuori conto. Il passaggio delle notizie diventerà telematico dal 1° luglio. Dall’Abi arriva, però, un colpo di freno, mentre la stessa agenzia delle Entrate avrebbe previsto un avvio soft delle nuove modalità di controllo. A prescindere dalle regole operative che uffici e intermediari finanziari vorranno adottare, nelle prossime settimane è chiaro, però, che dal punto di vista del contribuente la scelta non comporta alcun beneficio. Infatti, come a più riprese ha ribadito la Corte di cassazione in numerose pronunce , relative proprio alle modifiche introdotte in materia di accertamenti bancari dall’articolo 18 della legge 413/91, le disposizioni in materia di accertamento che non interferiscono sul rapporto tributario e che non introduco nuove infrazioni o sanzioni, avendo natura meramente procedimentale, hanno efficacia retroattiva. Pertanto la nuova disciplina, pur entrando in vigore dal 2005, si deve ritenere pienamente applicabile anche alle iniziative ispettive che siano relative a periodi d’imposta precedenti.

 

Studi di Settore, adeguamento con penalità unica

La maggiorazione del 3%, dovuta per l’adeguamento ai vecchi studi di settore qualora i ricavi/compensi risultanti da Gerico superino di oltre il 10% quelli contabilizzati, è omnicomprensiva; vale cioè sia ai fini delle imposte dirette (redditi e Irap) sia dell’Iva. L’adeguamento, infatti, è un’operazione unitaria, tanto più dopo le modifiche apportate dalla legge finanziaria 2005. Queste le considerazioni che sembra corretto ricavare dalla lettura delle nuove norme in materia. Il comma 411 della legge 311/2004 ha ritoccato le disposizioni sull’adeguamento agli studi di settore contenute nell’articolo 2 del dpr 195/99, stabilendo tra l’altro, per quanto concerne il comma 1, riguardante l’imposizione diretta, che l’adeguamento spontaneo: 1) riguarda i periodi d’imposta in cui trova applicazione lo studio; 2) si effettua nelle dichiarazioni previste dall’articolo 1 del dpr n. 322/98; 3) assume rilevanza anche ai fini dell’Irap. Per quel che riguarda l’adeguamento Iva, disciplinato dal comma 2, oltre a quella volta all’estensione a tutti i periodi d’imposta, sono state apportate le seguenti altre modifiche: 1) è stato meglio chiarito che l’adeguamento effettuato ai fini delle imposte dirette è vincolante si fini dell’Iva; 2) il versamento dell’imposta relativa ai maggiori ricavi o compensi segnalati da Gerico va eseguito entro il termine del versamento a saldo dell’imposta sul reddito; 3) i maggiori corrispettivi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore devono essere annotati, entro il termine di versamento della relativa imposta, in un’apposita sezione del registro delle fatture emesse o di quello dei corrispettivi, e devono essere riportati nella dichiarazione annuale.

 

Co.co.co, aliquota contributiva al 18%

E’ pari al 18% l’aliquota contributiva dovuta bel 2005 dai co.co.co. Lo precisa l’Inps con la circolare n. 8/2005, sulla base di quanto stabilito dall’art. 45 del dl n. 269/2003, convertito nella legge n. 326/2003, norma che dispone l’equiparazione dell’aliquota contributiva pensionistica per gli iscritti alla cosiddetta gestione separata, che non siano assicurati ad altre forme obbligatorie, a quella prevista per la gestione pensionistica dei commercianti. A partire dal 1° gennaio 1998 l’aliquota dovuta alla gestione speciale introdotta dalla riforma Dini risulta divisa in due, e cioè:

  1. al 10% per chi risulta iscritto presso un fondo previdenziale obbligatorio;
  2. in ascesa graduale sino a raggiungere il 19% a carico dei soggetti cosiddetti scoperti. Con effetto dal 1° gennaio 2004 l’aliquota contributiva pensionistica per coloro che non risultino assicurati presso altre forme obbligatorie è stabilita in misura identica a quella prevista per la gestione dei commercianti.

Per il 2005 il quadro completo si presenta, dunque, così:

  1. lavoratore non iscritto ad altro fondo obbligatorio: paga un contributo del 18%;
  2. lavoratore già iscritto al altro fondo obbligatorio: paga un contributo del 10%;
  3. lavoratore titolare di pensione indiretta o reversibilità: paga un contributo del 10%;
  4. lavoratore titolare di pensione diretta, anzianità, vecchiaia o invalidità: paga un contributo del 15%.

 

Ires "salata" per le cooperative

L’esclusione dell’Ires dalla base imponibile per le società cooperative si riduce nella misura corrispondente all’esenzione sul reddito. La precisazione è contenuta in una risposta fornita dall’agenzia delle Entrate durante Telefisco 2005. Per comprendere il chiarimento va ricordato che in base al comma 460, dell’articolo 1, della legge 311/2004 alle cooperative non si applicano le disposizioni dell’articolo 12 della legge 904/77 relativamente a una quota pari al 30%. In sostanza, questa percentuale di utili non può essere portata fra le variazioni in diminuzione e quindi l’esenzione si applica sulla restante parte del 70%. L’articolo 21, comma 10 della legge 449/97 dispone che l’Irpeg dovuta sulle variazioni fiscali in aumento non è a sua volta tassabile e, quindi, non va considerata fra le variazioni in aumento dell’imponibile fiscale. Questa disposizione risale al periodo in cui le cooperative non tassavano l’utile di esercizio ma solo le riprese fiscali. Dopo il Dl 63/2002 le cooperative hanno dovuto assoggettare a imposizione diretta parte dell’utile di esercizio. L’agenzia aveva quindi affermato che la neutralità dell’Ires non era più totale, come si ricavava dall’articolo 21 della legge 449/97, ma si limitava alla percentuale di reddito della coop che aveva mantenuto l’esenzione, pari al 53,03%.

 

Pianificazione fiscale (concordato) alla ricerca di appeal

Dopo il varo della Finanziaria 2005 e dopo aver esaminato le novità principali, comincia per l’agenzia delle Entrate e per i contribuenti la fase applicativa, in vista di bilanci e dichiarazioni dei redditi. In questo ambito la pfc è impegnata nel tentativo di riconquistare nuovo appeal. La precisazione più importante arrivata da Telefisco è quella in cui l’agenzia delle Entrate afferma che nel caso di mancato raggiungimento del reddito caratteristico indicato nella proposta, il contribuente non decade dalla pianificazione per tutti gli anni, ma soltanto per il singolo periodo d’imposta. Lo stesso principio varrà quando si constaterà che il reddito dichiarato differisce da quello effettivamente conseguito: nel senso che, in questo caso, secondo l’Agenzia, gli effetti della Pfc (concordato) si perderanno solo per il periodo interessato. Queste indicazioni, tuttavia, non sono sufficienti a dare maggiore appeal all’istituto. Oggi il maggiore problema è rappresentato dal fatto che i principali vantaggi della pfc decadono quando il reddito dichiarato differisce da quello effettivamente conseguito nonché quando non sono stati osservati gli obblighi Iva. Nel disegno di legge presentato a settembre 2004 era stato previsto che i vantaggi della pianificazione decadessero solo quando veniva constatata l’emissione o l’utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti. Una soluzione del genere appare assolutamente plausibile.

 

Aggiornati i coefficienti del redditometro

Il Fisco aggiorna il redditometro. Gli importi del 1992 sono stati, infatti, aumentati del 29%. E’ questa, secondo l’Istat, la variazione percentuale in aumento che si è verificata nel periodo giugno 1992-giugno 2000. L’aggiornamento è disposto da un provvedimento del 7 gennaio 2005 pubblicato sulla GU n. 26 del 2 febbraio 2005, che ha adeguato per gli anni 2000 e 2001 la tabella riguardante la determinazione ai fini Irpef, degli indici e coefficienti presuntivi di reddito o di maggior redito, in relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva. Le regole sul redditometro sono contenute nell’articolo 38 del Dpr 600 del 1973. In base ad elementi e circostanze di fatto certi si può determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente. Le modalità dell’accertamento sono stabilite con il Dm 10 settembre 1992. La determinazione induttiva scatta quando i reddito dichiarato non risulta congruo per due o più periodi di imposta. La spesa per incrementi patrimoniali si presume sostenuta, salvo prova contraria, con redditi conseguiti, in quote costanti, nell’anno in cui è stata effettuata e nei cinque precedenti. Il contribuente può dimostrare, anche prima della notifica dell’accertamento, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o i parte da redditi esenti o da redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta. L’entità di tali redditi e la durata del loro possesso devono risultare da idonea documentazione.

 

Richiesta di rimborso credito Iva 2004

A partire dal 1° febbraio 2005 i contribuenti che intendono chiedere (avendone i requisiti) il rimborso di tutto o parte del credito Iva maturato al 31 dicembre 2004 possono presentare le domande al concessionario della riscossione tramite l’apposito modello, che deve essere compilato sia da chi presenta la dichiarazione annuale in forma autonoma che da coloro che presentano la dichiarazione dei redditi in forma unificata, per mezzo di UNICO. Si veda in particolare quanto dettagliatamente illustrato più oltre nella circolare.

 

Versamento delle ritenute e dei contributi INPS

Scade mercoledì 16 febbraio 2005 il termine per il versamento delle ritenute alla fonte effettuate con riferimento al mese di gennaio, nonché dei contributi INPS dovuti dai datori di lavoro.

Il 16 febbraio scade anche il termine per il versamento del contributo alla gestione separata INPS sui compensi corrisposti nel mese di gennaio relativamente a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto, oltre che sui compensi occasionali e degli associati in partecipazione, se dovuti.

Versamenti INPS per artigiani e commercianti

Scade il 16 febbraio 2005 anche il termine per i versamenti relativi alla IV rata del contributo fisso IVS dovuto all'INPS per il 2004 da parte di artigiani e commercianti.

 

Autoliquidazione annuale INAIL

Scade il prossimo 16 febbraio 2005 il termine ultimo per:

  • effettuare il versamento della prima o dell’unica rata del premio INAIL calcolato con il sistema dell’autoliquidazione;
  • presentare il modello cartaceo della denuncia relativa ai premi autoliquidati.

Nel caso invece di presentazione tramite supporto magnetico (o tramite Internet) la scadenza è fissata al 16 marzo 2005.

 

Versamento contributi ENASARCO

Scade lunedì 21 febbraio 2005 il termine per il versamento dei contributi ENASARCO riferiti al quarto trimestre 2004, relativi agli agenti e rappresentanti. Per le novità 2005 relative al contributo, si rimanda a quanto illustrato nella precedente circolare di gennaio.

 

Presentazione elenchi INTRASTAT relativi al mese di gennaio

Lunedì 21 febbraio 2005 è anche il termine ultimo per presentare all'Ufficio doganale competente per territorio l'elenco riepilogativo degli acquisti e delle cessioni intracomunitarie effettuate nel mese di gennaio, per i contribuenti che hanno l’obbligo di adempiere mensilmente.

 

Presentazione dichiarazione periodica CONAI per gennaio 2005

Scade il 21 febbraio 2005 il termine di presentazione della dichiarazione periodica CONAI riferita al mese di gennaio 2005, da parte dei contribuenti tenuti a tale adempimento con cadenza mensile.

 

Modelli: Iva - 770 Semplificato e Ordinario - 730 per il 2005

L’Agenzia delle Entrate rende disponibili sul proprio sito internet:

  1. il modello Iva/05, con le istruzioni per la compilazione, le caratteristiche tecniche per la stampa (allegato A) e la busta da utilizzare per la presentazione della dichiarazione tramite banca o ufficio postale (allegato B), il modello VR/05, con le istruzioni per la richiesta di rimborso del credito Iva relativo all’anno 2004, il modello 26/LP/05, con le istruzioni per le liquidazioni periodiche riservate ad ente o società controllante, e il modello Iva 74-bis, con le istruzioni riservato ai curatori fallimentari o commissari liquidatori, approvati con provvedimento del 14 gennaio scorso;
  2. il modello 770/05 Semplificato e il modello 770/05 Ordinario, con le rispettive istruzioni per la compilazione, concernenti la dichiarazione dei sostituti d’imposta. I modelli sono stati approvati con il provvedimento dirigenziale del 13.01.05;
  3. il modello 730/05 e le relative istruzioni, per la dichiarazione semplificata dei redditi delle persone fisiche per l’anno d’imposta 2004, la busta per la consegna dei modelli 730-1 (scelta dell’otto per mille) e la bolla di consegna del modello 730 e 730-1 da parte dei sostituti d’imposta, approvati con provvedimento dal direttore dell’Agenzia delle Entrate del 13 gennaio scorso.

 

Benefits autoveicoli: il nuovo tariffario Aci

E’ stato pubblicato il comunicato dell’Agenzia delle Entrate che approva le tabelle, elaborate dall’Aci, per quantificare i costi chilometrici di esercizio, sul territorio nazionale, di autovetture e motocicli nell’anno 2005, al fine di determinare i fringe benefits. (Agenzia Entrate comunicato G.U. 24/12/04 n.301 S.O. n.186)

 

Nuovo codice per il versamento delle sanzioni in caso di violazione del divieto di fumare

L’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo n.697T, per il versamento tramite modello F23, dell’aumento del 10% delle sanzioni amministrative per infrazioni al divieto di fumare, ex art.1, co.189 e 190, L. n.311/04 (finanziaria 2005). (R.M. 10/01/05 n.06)

 

Decreto Milleproroghe: conversione in G.U.

E’ stata pubblicata la norma recante la proroga o il differimento di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni di proroga di termini per l'esercizio di deleghe legislative

In sede di conversione, in particolare:

  • è stato disposto il differimento al 31.03.05 del termine entro il quale le società cooperative devono adeguare l'atto costitutivo/statuto alle nuove disposizioni inderogabili ed iscriversi, se a mutualità prevalente, all'apposito Albo tenuto presso il Registro delle Imprese;
  • è stata confermata la proroga al 30.06.05 del termine per l’adozione delle nuove misure minime di sicurezza in materia di privacy, nonché per la redazione o aggiornamento del Documento Programmatico sulla Sicurezza.

Le disposizioni sono in vigore dall’11.01.05. (Legge 27/12/04 n.306 G.U. 27/12/04 n.302)

 

Questionari 2004 – 3° invio – aggiornamento settore professionale

E’ disponibile sul sito internet delle Entrate il questionario per l’evoluzione degli studi di settore ESK06, riguardante i servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attività in materia di amministrazione, contabilità e tributi (codice attività 74.12.c) destinato esclusivamente ai soggetti che esercitano l'attività con tipologia di reddito da lavoro autonomo. Le Entrate hanno, inoltre, diffuso nei giorni scorsi una lettera indirizzata ai contribuenti tenuti all’invio dei questionari 2004 – 3° invio – con indicazione degli adempimenti operativi e degli indirizzi utili. Il termine di trasmissione è il 15.02.05.

 

Immatricolazione dei veicoli di provenienza non comunitaria

L’Agenzia delle Dogane ha illustrato le modalità di rilascio del certificato comprovante l’adempimento degli obblighi doganali, ai fini dell’immatricolazione in Italia, a seguito dell’importazione di veicoli nuovi od usati provenienti da uno Stato non comunitario in luogo della bolletta doganale. L’A.F. ricorda, inoltre, che l’emissione di tale certificato da parte degli Uffici Doganali avviene su richiesta degli operatori interessati e prevede il pagamento di un corrispettivo, in quanto servizio accessorio rispetto all’attività istituzionale dell’Agenzia delle Dogane. (Agenzia Dogane circolare 26/01/05 n.06)

 

Proroga delle sanzioni per le violazioni relative ai libretti al portatore.

Già da qualche anno l’Italia, dimostrandosi sensibile ai segnali provenienti dall’estero, ha provveduto ad adottare, in armonia con la direttiva comunitarie, misure dirette a prevenire il riciclaggio, prevedendo una serie di misure di prevenzione tra le quali la nota imposizione dell’obbligo di indicare sugli assegni e sui vaglia di importo eccedente 12.500 euro il nominativo o la ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità nonché la previsione che i libretti di deposito al portatore non possono avere un saldo superiore a € 12.500 (importo così elevato rispetto all’originario limite di 20 milioni). Lo scorso 20 febbraio 2004 è stato emanato un decreto che ha modificato la normativa antiriciclaggio. Il citato decreto legislativo, in attuazione di una direttiva comunitaria in materia di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi da attività illecite, ha, infatti, espressamente previsto, modificando la legislazione sino ad allora vigente, che i libretti di deposito al portatore con saldo superiore a 12.500 euro esistenti alla data di entrata in vigore del decreto stesso dovevano essere estinti entro il 31 gennaio 2005. La stessa disposizione prevede inoltre che la violazione del suddetto obbligo è punita:

  • con la sanzione amministrativa del 20% del saldo per importi fino a € 250.000
  • con la sanzione amministrativa dal 20 al 40% del saldo per violazioni di importo superiore a € 250.000.

La citata sanzione può essere ridotta fino alla terza parte del massimo qualora si provveda al pagamento entro sessanta giorni dalla contestazione (cosiddetta oblazione). Lo scorso 28 gennaio il Governo ha approvato un provvedimento che prevede lo slittamento al 1° luglio 2005 del termine per la decorrenza dell’applicazione delle citate sanzioni, fermo restando la scadenza del 31 gennaio 2005 per la chiusura dei libretti al portatore.

Nuove tariffe per bolli, registro e concessioni governative.

Tra le numerose norme fiscali la Finanziaria 2005 prevedeva anche l’aggiornamento degli importi fissi dell’imposta di registro, tassa concessione governativa, imposta di registro e delle imposte ipotecarie e catastali. La legge nulla chiariva in merito all’entità dell’aumento limitandosi a delegare ad un successivo decreto del ministero dell’Economia e Finanza, da emanarsi entro il 31 gennaio 2005, il compito di quantificare l’aumento tenendo conto anche dell’incremento dei prezzi al consumo.

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ha portato una serie di rincari che si aggirano in media sul 30% e che sono entrati in vigore a partire dal 1° febbraio 2005. Questo primo round (un secondo è previsto per giugno) di rincari riguarderà in modo particolare gli importi delle imposte in misura fissa ed andrà ad incidere in modo particolare su una miriade di atti spaziando dalle compravendite immobiliari alle costituzioni di società, sino alle concessioni governative (per esempio porto d’armi). Naturalmente in termini particolari gli aumenti non sono particolarmente significativi, ma alla fine daranno un gettito consistente, vista la mole di atti interessati. Nella tabella che segue si fornisce un quadro sintetico di alcuni dei principali aumenti

IMPOSTA

Importo vecchio

Importo nuovo

Compravendita prima casa

Imposta registro

€ 129,11

€ 168

Imposta ipotecaria

€ 129,11

€ 168

Imposta catastale

€ 129,11

€ 168

Contratto preliminare immobiliare

Imposta registro

€ 129,11

€ 168

Contratto comodato

Imposta registro

€ 129,11

€ 168

Locazioni immobili (importo minimo)

Imposta registro

€ 51,65

€ 67

Porto d’armi

Concessioni governative

€ 87,80

€ 113

Porto fucile da caccia

Concessioni governative

€ 129,11

€ 168

Estratti conto bancari

Imposta di bollo (annuale)

€ 25,56

€ 34,20

Imposta di bollo (semestrale)

€ 12,78

€ 17,10

Imposta di bollo (trimestrale)

€ 6,39

€ 8,55

Imposta di bollo (mensile)

€ 2,13

€ 2,85

 

Aumenti contributivi 2005 per co.co.co. e lavoratori a progetto.

La circolare n.8/2005 dell’INPS è intervenuta per illustrare le modifiche introdotte dalla L. 326/2003, in particolare per quanto riguarda le aliquote dei soggetti non obbligatoriamente iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria, nonché i massimali contributivi.La tabella che segue riassume le modalità operative per la gestione delle "nuove" aliquote contributive.

Aliquota per soggetti non iscritti ad altra forme di previdenza obbligatoria e non titolari di pensione

A decorrere dal 1° gennaio 2005 l’aliquota passa al 18% sui redditi fino ad Euro 38.641,00; mentre l’aliquota è del 19% sui redditi oltre Euro 38.641,00 e fino ad Euro 84.049,00.

Tale aliquota, si ricorda, per il 17,50% rappresenta la quota di finanziamento per la pensione, mentre per lo 0,50% la copertura per il nucleo familiare e la malattia, in caso di ricovero ospedaliero.

Aliquota per soggetti già coperti da altra previdenza obbligatoria o titolari di pensione

Per i soggetti iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria o titolari di pensione superstiti l’aliquota rimane quella attuale e cioè pari al 10%.

Per i titolari di pensione diretta l’aliquota rimane, al pari dell’anno scorso, al 15%.

Massimali e minimali previdenziali annui

Il massimale annuo sul quale calcolare i contributi, per l’anno 2005 ad Euro 84.049,00.

Oltre tale importo non è dovuto più alcun contributo.

Non esiste, invece, alcun minimale annuo di contribuzione.

Quote di ripartizione del contributo

La quota di contributi a carico di ciascuna delle parti è la seguente:

  • 1/3 a carico del lavoratore parasubordinato (trattenuto direttamente dal committente);
  • 2/3 a carico della società o ditta committente.

Altri soggetti interessati dalla gestione separata

Anche i liberi professionisti non iscritti ad altre casse previdenziali obbligatorie sono interessati dall’aumento contributivo. Per costoro il contributo viene versato in sede di dichiarazione dei redditi. Non vi è alcuna ripartizione, essendo a loro totale carico, pur essendo possibile addebitare al cliente la rivalsa del 4%.

Gli associati in partecipazione, soggetti neo-obbligati a versamento del contributo, si diversificano rispetto ai co.co.co. sotto il profilo dell’aliquota, inferiore di 0,50%, e per la ripartizione (45% a carico dell’associato e 55% a carico dell’associante).

 

 

Cordialità.

                                                                                                 Silvano Nieri



Circolare n° 2 – 2005

Poggio a Caiano, gennaio 2005

 

Divieto di fumare in luoghi chiusi

Come ampiamente informati dalla stampa relativamente alla Legge 03/2003, art. 51, che vieta di fumare nei locali chiusi; si ritiene utile riportare alcuni chiarimenti forniti recentemente dal Ministero della Salute :

Circolare 17/12/2004 sulla definizione di luogo chiuso in cui è vietato fumare

"Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura e prevenibile in Italia e rappresenta uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale .. omissis…

Il divieto di fumare trova applicazione non solo nei luoghi di lavoro pubblici, ma anche in tutti quelli privati, che siano aperti al pubblico o a utenti. Tale accezione comprende gli stessi lavoratori dipendenti in quanto "utenti" dei locali nell’ambito dei quali prestano la loro attività lavorativa. E’ infatti interesse del Datore di Lavoro mettere in atto e far rispettare il divieto, anche per tutelarsi da eventuali rivalse da parte di tutti coloro che potrebbero instaurare azioni risarcitorie per danni alla salute causati dal fumo.
In forza di detto generalizzato divieto, la realizzazione di aree per fumatori non rappresenta affatto un obbligo, ma una facoltà, riservata ai pubblici esercizi e ai luoghi di lavoro che qualora ritengano opportuno attrezzare locali riservati ai fumatori devono adeguarli ai requisiti tecnici dettati dal DPCM 23 Dicembre 2003. .. omissis…
Fermi i chiarimenti e le indicazioni di cui sopra, corre l’obbligo di ribadire anche in questa sede che ogni eventuale, ulteriore dubbio che dovesse emergere dalla normativa sul divieto di fumare a tutela della salute dei non fumatori dovrà essere valutato alla luce del fondamentale principio cui è informata tale disciplina, in base alla quale è proibito fumare in tutti i locali chiusi, a eccezione delle abitazioni private e dei locali riservati ai fumatori se esistenti e purché dotati delle caratteristiche previste dal DPCM 23/12/2003"

Accordo tra il Ministero della Salute …. e le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, del 16/12/2004 sull’informazione ai lavoratori

"nei luoghi di lavoro pubblici e privati, si raccomanda ai datori di lavoro, come definiti nel D.Lgs. 626/94, di fornire anche un adeguata informazione ai lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute derivanti dal fumo attivo e passivo, sulle misure di prevenzione del fumo adottate nel luogo di lavoro, sulle procedure previste dalla normativa vigente per la violazione del divieto di fumare e sulle modalità efficaci per smettere di fumare, avvalendosi dei servizi competenti in materia"

sulla vigilanza dell’applicazione del divieto

"Nei locali privati, i soggetti cui spetta la vigilanza sul rispetto del divieto si identificano nei conduttori dei locali stessi o nei collaboratori da essi formalmente delegati, i quali richiamano i trasgressori all’osservanza del divieto e curano che le infrazioni siano immediatamente segnalate ai soggetti pubblici incaricati a norma dei punti 2.5 e 3

sulla contestazione delle infrazioni

Le multe potranno essere comminate da pubblici Ufficiali o Ufficiali di Polizia Giudiziaria (es. Vigili Urbani) su segnalazione di colui cui spetta la vigilanza di cui sopra

sull’esposizione di cartelli

Lo stesso soggetto cui spetta la vigilanza dovrà esporre cartelli conformi alle disposizioni di legge (il fac-simile è disponibile sul sito del Ministero della Salute : www.ministerosalute.it).

Riepilogando in sintesi :

  • Dal 10 Gennaio 2005 è vietato fumare in tutti i luoghi di lavoro chiusi
  • Potrà essere permesso unicamente se predisposte apposite aree dotate di impianti rispondenti a determinate caratteristiche
  • Dovrà essere designata la persona con i compiti di vigilare sull’osservanza del divieto
  • Dovranno essere apposti appositi cartelli
  • Si potrà dare informazione ai lavoratori e promuovere campagne per smettere di fumare

Per ulteriori informazioni: e-mail info@soluzionesrl.it

Pronto Soccorso aziendale

Il Decreto Ministeriale 388/03 (vedi ns. circolare Maggio 2004) entrerà in vigore il 03 Febbraio 2005.

Entro tale data si ricorda che deve essere

  1. classificata l’attività (gruppo A – B o C)
  2. formati gli addetti designati al pronto soccorso aziendale
  3. adeguato il contenuto della cassetta di pronto soccorso o pacchetto di medicazione

Per quanto riguarda la classificazione si segnala che le aziende di gruppo A devono inviare alla ASL una comunicazione per la predisposizione degli interventi di emergenza (cfr. art. 1 comma 2 D.M. 388/03).

Per tale comunicazione il Dipartimento della Prevenzione della ASL di Firenze ha predisposto il modello da compilare e trasmettere al Dipartimento ASL di pertinenza.

Aziende appartenenti al GRUPPO A (tra le altre) :

Aziende o unita' produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale.

La prevista pubblicazione è avvenuta e dalla stessa si può indicare che tra le attività con indice infortunistico superiore a 4 vi sono quelle appartenenti ai seguenti comparti :

Costruzioni edili (codice 3100)
Strade e ferrovie (cod. 3300)
Impianti (cod. 3600)
Prima lavorazione legname (cod. 5100)
Falegnameria e restauro (cod. 5200)
Metalmeccanica (cod. 6200)
Lavorazione delle rocce (cod. 7200)
Trasporti (cod. 9100)
Facchinaggio (cod. 9200)
Pulizia e nettezza urbana (cod. 0400)

Ulteriore particolarità potrebbe interessare le imprese che operano presso cantieri temporanei, è prevista una indicazione da parte della ASL per conoscere se la stessa comunicazione sarà da inviare per ogni cantiere, aggiungendosi agli altri adempimenti già in vigore e previsti dal D.Lgs. 494/96 (c.d. DIRETTIVA CANTIERI – es. POS – Notifica – PSC). per ulteriori informazioni e-mail info@soluzionesrl.it

Utile Coop, gli effetti del nuovo regime

Il nuovo regime di imposizione diretta per le cooperative prepara i suoi effetti sul prossimo bilancio. Il comma 460 della Finanziaria, infatti, prevede che, con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2003 si applichino le seguenti restrizioni: 1) per tutte le cooperative non si applica l’esenzione dall’Ires per la quota pari al 30% degli utili netti annuali. Quindi, l’accantonamento a riserva , ai sensi dell’articolo 12 della legge n. 904/77, produce effetti fiscali agevolativi soltanto sul 70% delle somme accantonate a riserva in quanto sulla differenza è comunque dovuta l’imposta; 2) per le cooperative agricole la quota di utili tassati è ridotta al 20% e quindi rimangono esenti gli utili netti nella misura dell’80%. Si precisa che a questi fini sono considerate agricole le cooperative che rientrano nel comma 2 dell’articolo 1 del Dlgs 228/01 e non soltanto quelle che svolgono le attività di trasformazione e vendita previste dall’articolo 10 del Dpr 601/73. Comunque è deducibile l’ammontare del 3% degli utili destinati ai fondi mutualistici. Tali disposizioni sono riservate alle cooperative a mutualità prevalente, mentre per le altre l’esenzione da Ires è ridotta al solo 30% degli utili se accantonati a riserva indivisibile.

Cartelle in ritardo, rischio nullità

Si risveglia l’invalidità delle cartelle di pagamento notificate in termini liberi. Per lo meno, per quelle consegnate oltre l’ultimo giorno del dodicesimo mese successivo a quello di consegna del uolo o quando nessun limite temporale era previsto. E’ questa la considerazione che occorre fare dopo la lettura della lettera c) del comma 417 della legge finanziaria n. 311/2004 coordinandola con la giurisprudenza esistente prima di tale modifica. Ecco dunque che non è assolutamente vero che all’essenza dei termini ha provveduto, ora per allora, la predetta correzione. Restano infatti immutate le perplessità riferite ai periodi precedenti. Sull’argomento, è intervenuto dunque, il nuovo comma 1 dell’art. 25 del dpr n. 602 del 1973 che precisa come, a pena di decadenza, la cartella debba essere notificata entro l’ultimo giorno del dodicesimo mese successivo a quello di consegna dl ruolo. Per quelli straordinari, laddove esiste un pericolo riscossivo, invece, entro l’ultimo giorno del sesto mese. Nella bozza originaria della legge finanziaria si parlava di cinque mesi. L’allungamento è stato probabilmente previsto rendendosi conto delle difficoltà operative dei concessionari e, tutto sommato, degli interessi erariali. Le cose sembrano dunque tornate al loro posto: se la cartella dovesse essere notificata dopo tali termini non ha alcuna validità e spunta la forza esecutiva del ruolo pur reso tale nei termini altrettanto perentori di cui all’art. 17 del dpr n. 602 del 1973.

Iva, autoconsumo senza compensi

L’operazione effettuata dietro corrispettivo, anche se inferiore a quello normale, non può essere tassata a Iva come autoconsumo. La previsione di imponibilità dei beni o servizi destinati al consumo personale ovvero a finalità estranee all’esercizio dell’impresa, contenuta nella sesta direttiva, non può infatti trovare ingresso nelle operazioni a titolo oneroso, per cui la normativa nazionale che disponga in senso opposto contrasta con la normativa comunitaria. E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia dell’Ue nella sentenza C-412/03, confermando le conclusioni dell’avvocato generale. Nella sentenza di ieri, i giudici comunitari hanno rammentato anzitutto che, ai sensi dell’art. 11, part. A, n. 1, lett. a), della direttiva, la base imponibile della cessione di un bene o della prestazione di un servizio, effettuata a titolo oneroso, è costituita dal corrispettivo realmente ricevuto dal soggetto passivo. La circostanza che un’operazione economica venga svolta a un prezzo superiore o inferiore al prezzo di costo è irrilevante ai fini della qualificazione di tale operazione come negozio a titolo oneroso, nozione che richiede infatti solo l’esistenza di un nesso diretto tra l’operazione e il corrispettivo realmente percepito dal soggetto passivo. Passando all’autoconsumo, i giudici comunitari osservano che le disposizioni contenute al riguardo negli artt. 5 e 6 della direttiva hanno il fine di garantire parità di trattamento fra il soggetto passivo che prelevi un bene o che fornisca servizi per proprie esigenze private o del proprio personale, e il consumatore finale che si procuri un bene o un servizio dello stesso tipo.

Leasing terreni, canone non deducibile

Linea dura dell’agenzia sui leasing dei terreni. Non sono deducibili i canoni pagati, prevale infatti a tali fini l’oggetto della locazione. Questo in estrema sintesi il contenuto di una risoluzione dello scorso anno che considerando l’argomento trattato torna ora di attualità in concomitanza con l’inizio dell’applicazione dei principi contabili nazionali. Il trattamento contabile dei terreni ha sempre mostrato posizioni differenti: vi era chi preferiva escludere in ogni caso la possibilità di un loro ammortamento e chi invece concedeva il via libera al processo di ammortamento nel costo di acquisto del terreno stesso. In questa situazione già di per se intricata, si inseriscono ora, oltre alla presa di posizione della risoluzione n. 19/E del 23 febbraio 2004, anche le previsioni contenute negli Ias-Ifrs che sul punto indicano quale trattamento contabile da seguire quello che impone la separazione del valore del terreno da quello dell’immobile costruito sullo stesso. I terreni, ancorché assolvano la funzione di bene strumentale, non sono ammortizzabili in quanto hanno una vita illimitata. Le tabelle dei coefficienti di ammortamento non prevedono la possibilità di ammortizzare i terreni salvo che in alcuni casi particolare e limitati. Il trattamento fiscale dei canoni di leasing deve essere equivalente a quello applicabile al costo sostenuto per l’acquisto di un terreno a titolo di proprietà. Come non sono deducibili le quote di ammortamento di un terreno strumentale allo stesso modo non sono deducibili i canoni di locazione finanziaria relativi a un terreno acquistato in leasing. La risoluzione ha riconosciuto la deducibilità della quota parte degli interessi passivi impliciti relativi al contratto di leasing per l’acquisizione di un terreno.

Concordato, vantaggi a rischio

Pianificazione fiscale concordata legata agli studi di settore. La norma prevede, infatti, che in caso di adesione, il contribuente deve comunque dichiarare ricavi congrui ai fini degli studi. Ma, mentre per gli studi di settore le norme della Finanziaria 2005 prestano il fianco a pochi dubbi interpretativi, per la pianificazione vi sono molte perplessità. Perplessità legate, oltre all’interpretazione delle norme, a tutto l’impianto del nuovo istituto. La Pfc dovrebbe garantire tre vantaggi: l’inibizione dagli accertamenti (non dai controlli) ai fini delle imposte sui redditi e una parziale copertura da quelli Iva (per gli accertamenti analitici-induttivi e quelli induttivi derivanti dall’inattendibilità della contabilità); la riduzione di 4 punti percentuali dell’aliquota Ires e delle aliquote marginali Irpef, esclusa quella del 23%, per la parte di reddito dichiarato eccedente quello pianificato; l’esclusione dei contributi previdenziali su tale eccedenza, fatti salvi il minimale reddituale e le prerogative delle casse autonome. Occorre però notare che il comma 396 dell’articolo unico della Finanziaria dispone che i vantaggi della pianificazione non operano qualora il reddito dichiarato differisca da quanto effettivamente conseguito o non siano stati correttamente assolti gli obblighi Iva. Si può contrastare l’accertamento solo quando il contribuente, mediante il contraddittorio da eccitamento con adesione, dimostrerà che il mancato rispetto degli imponibili è conseguenza di accadimenti straordinari e che si dimostrino, di fatto, imprevedibili.

Pagamenti ritardati, aumenta l’interesse

Aumenta dello 0,08% il tasso d’interesse sui ritardi dei pagamenti nelle transazioni commerciali. Dal 1° gennaio al 30 giugno 2005, il parametro sale infatti al 9,09%, mentre quello in vigore fino al 31 dicembre 2004 era fissato al 9,01%. A stabilire il nuovo valore è il consueto comunicato del ministero dell’Economia e delle finanze, pubblicato sulla GU 5 dell’8 gennaio. Comunicato che porta al 2,09% il saggio d’interesse , al netto della maggiorazione del 7%, per i prossimi sei mesi. Il ministero dell’economia dà così attuazione alle regole fissate dal decreto legislativo 231/02, che ha recepito la direttiva Ue 2000/35/Ce sulla lotta al ritardo dei pagamenti nelle transazioni commerciali. Il tasso, fissato ogni 6 mesi, viene calcolato su base annua. Gli interessi sono, invece, contabilizzati dalle imprese per competenza e contano fiscalmente per cassa. A stabilirlo sono i principi contabili e l’articolo 75 del Tuir, modificato dal decreto legislativo 344/03. Le disposizioni del decreto legislativo 231/02 non si estendono ai privati e agli enti associativi che hanno scopo non economico, nel momento in cui non svolgono attività d’impresa. Sono esclusi, inoltre, i debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, le richieste di interessi inferiori a cinque euro e i pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno, compresi quelli effettuati a tale titolo dagli assicuratori.

 

Cordialità

                                                                                                            Silvano Nieri

 


Circolare n° 1 – 2005

Poggio a Caiano, gennaio 2005

 

Controlli sul plafond, pronto il modello.

Pronta la bozza del modello con il quale i fornitori degli esportatori abituali dovranno comunicare all’Agenzia delle entrate i dati delle lettere d’intento. Ciò in attuazione delle disposizioni contenute nei commi da 381 a 385 dell’art. 1 della legge n. 311/2004, che hanno introdotto il nuovo adempimento a carico dei soggetti che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi senza applicazione d’Iva su richiesta dei clienti. La parte essenziale dello schema, visionabile da ieri nel sito dell’Agenzia, è costituito dal quadro DI che dovrà essere compilato tante volte quanti sono i clienti che hanno trasmesso la lettera d’intento nel mese di riferimento. In base alle sottostanti disposizioni normative, nel quadro viene richiesto di indicare: 1) i dati identificativi del cliente; 2) l’oggetto della lettera d’intento, ossia i limiti entro cui il cliente chiede la non applicazione dell’Iva sulle forniture di beni e servizi. Considerato che può trattarsi di limiti quantitativi oppure temporali, secondo la discrezionalità dell’esportatore, il modello chiede di specificare alternativamente, se la lettera d’intento si riferisce: a) a una sola operazione della quale si indicherò l’ammontare; b) a una o più operazioni, fino a concorrenza di un ammontare predeterminato; c) alle operazioni comprese in un determinato arco temporale.

Trasparenza: calcoli di convenienza.

Alcuni soci, anche amministratori di srl, stanno valutando la possibilità di non percepire più il compenso come amministratore e prelevare poi gli utili optando per la tassazione per trasparenza.
In pratica viene considerato il risparmio della contribuzione inps sul compenso ma non viene valutato l’aggravio di imposizione portato dal Capital Gain (per es. 12,5% a titolo di imposta, nel caso di socio con partecipazione non qualificata)

Irpef, il 4% è la quarta aliquota

Le novità sull’Irpef introdotte dalla Finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311, pubblicata sul supplemento ordinario n. 192, alla Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31 dicembre 2004) trovano i primi chiarimenti con la circolare n. 2/E, emanata dall’agenzia delle Entrate. La quarta aliquota. Ilo contributo del 4% va considerato una quarta aliquota. Se ne deve quindi tenere conto, tra l’altro, nella determinazione dell’aliquota media da applicare al Tfr e ai redditi a tassazione separata e nella determinazione degli acconti di imposta. I carichi familiari. La circolare non interviene sul problema della ripartizione percentuale. Gli esempi fanno riferimento a una ripartizione in parti uguali, ma la circolare lascia aperta la strada alla possibilità che i genitori possano utilizzare le deduzioni nella misura che ritengono più confacente alla realtà del proprio nucleo familiare. Le deduzioni. La nuova deduzione per carichi di famiglia, contrariamente alla no-tax area, è riconosciuta solo se il contribuente dichiara di avervi diritto, indica le condizioni di spettanza e si impegna a comunicare tempestivamente le eventuali variazioni. Indicazioni nel Cud. In caso di rapporti cessati nel corso del 2005 l’Agenzia precisa che per la nuova deduzione per carichi di famiglia il sostituto di imposta deve indicare l’importo riconosciuto nelle annotazioni del Cud 2005, utilizzando il codice 99 (tabella B) (rif.442).

Bilanci 2004 condizionati dalla trasparenza

Le società di capitali che hanno optato per il regime fiscale della trasparenza dovranno, nella predisposizione del bilancio 2004, effettuare taluni rilevanti interventi contabili in conseguenza del nuovo meccanismo di imputazione dei redditi e di liquidazione delle imposte. La società trasparente, pur applicando le regole delle società di capitali, cessa, nel periodo di validità dell’opzione, di essere un soggetto passivo dell’Ires. Essa non deve dunque contabilizzare l’Ires corrente e neppure quella differita, attiva o passiva, data dal 33% delle variazioni temporanee che si riverseranno nei successivi esercizi. Lo stesso per le imposte anticipate corrispondenti all’eventuale perdita fiscale subita, che viene trasferita in via definitiva ai soci. Analogamente la società partecipata dovrà eliminare dal proprio stato patrimoniale gli eventuali fondi e le attività per imposte differite e anticipate già iscritti al 1° gennaio 2004. La conseguente sopravvenienza attiva o passiva non avrà rilevanza fiscale, trattandosi di insussistenza di oneri o di proventi a suo tempo non dedotti o non tassati. Lo storno di imposte anticipate pregresse dovrà riguardare anche quelle iscritte a fronte di perdite riportate a nuovo. La società trasparente dovrà, infine, eliminare dall’attivo le ritenute d’acconto subite, che sono obbligatoriamente assegnate ai soci secondo le indicazioni della circolare 49/E, la quale ha precisato che la stessa regola riguarda i relativi crediti d’imposta, utilizzabili cioè solo a diminuzione delle imposte sui redditi (rif.442).

Poste in sospensione, affrancamento possibile

I commi da 489 a 494 della Finanziaria 2005 permettono di affrancare facoltativamente i fondi in sospensione d’imposta e i saldi attivi di rivalutazione esistenti nel bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2004. L’affrancamento è effettuato mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva di importo variabile a seconda delle poste che si intendono liberare dal vincolo fiscale. A seguito dell’assoggettamento all’imposta sostitutiva le riserve e i fondi in sospensione sono liberamente distribuibili e non concorrono a formare il reddito dell’impresa o della società. Si ritiene che una volta assoggettate ad imposta sostitutiva le riserve in questione confluiranno tra quelle di utili e che a tali importi si applicherà la presunzione dettata dall’articolo 47 comma 1 del Testo unico. La liberazione delle riserve e dei fondi avviene mediante il loro assoggettamento ad imposta sostitutiva di Irpef, Ires e Irap. Per i fondi in sospensione l’importo della sostitutiva è pari al 10%. Per i saldi attivi di rivalutazione l’importo si riduce al 4%. L’imposta sostitutiva è indeducibile e può essere imputata in tutto o in parte alle riserve iscritte nel bilancio e al capitale sociale (rif.442).

Finanziamenti agevolati: obiettivo 2 e phasing-out

DESTINATARI

a) per i progetti di "ricerca precompetitiva" possono presentare domanda di agevolazione le PMI la cui attività è identificata dai seguenti codici ISTAT 1991:

Sezione C – "Estrazione di minerali"
Sezione D –"Attività manifatturiere"
Sezione F –"Costruzioni"
Sezione K –"Attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca e atre attività professionali e imprenditoriali" limitatamente alle Divisioni 72, 73 e 74

b) per i progetti di "ricerca industriale" possono presentare domanda di agevolazione le imprese industriali, anche di grandi dimensioni, che esercitano attività manifatturiere.
FINALITA’ Incentivare le imprese a realizzare attività di ricerca e sviluppo, mediante la concessione di contributi in conto capitale.
Le attività di ricerca e sviluppo devono essere supplementari, devono cioè aggiungersi a quelle normalmente svolte dall’impresa nel quadro della propria attività corrente.

a) Ricerca precompetitiva. Realizzazione di progetti finalizzati alla concretizzazione dei risultati della ricerca industriale attraverso studi di fattibilità, piani, progetti o disegni per prodotti, processi produttivi o servizi nuovi, modificati o migliorati, compresa la creazione di un primo prototipo non idoneo a fini commerciali.

b) Ricerca industriale. Ricerca pianificata o ad indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze utili a mettere a punto nuovi prodotti o processi produttivi, o comportare un notevole miglioramento dei prodotti o processi produttivi.

INVESTIMENTI AMMISSIBILI

- spese del personale esclusivamente adibito all’attività di ricerca.
- spese di strumenti, attrezzature, terreni, fabbricati utilizzati esclusivamente e in forma permanente per l’attività di ricerca;
- spese dei servizi di consulenza e simili utilizzati esclusivamente per l’attività di ricerca, compresa l’acquisizione dei risultati di ricerche, brevetti, diritti di licenza, know-how;
- spese dei materiali, forniture e dei servizi direttamente imputabili all’attività di ricerca;
- spese generali supplementari direttamente imputabili all’attività di ricerca, nella misura massima del 15% delle spese di personale.

Studi di settore, finisce la sperimentazione

Per i professionisti finisce l’era degli studi di settore sperimentali. Tra i 28 studi che ieri hanno ricevuto il via libera da parte della Commissione di esperti, ve ne sono, infatti, quattro relativi a categorie professionali (attività tecniche svolte da disegnatori, amministrazione di beni immobili, psicologi e odontoiatri) che, in virtù della validazione della versione evoluta, dovrebbero intendersi usciti dalla sperimentazione. Questo passaggio, se non ci sarà una marcia indietro da parte dell’amministrazione, comporterà una vera e propria accelerazione dei controlli sulle categorie uscite dall’area della sperimentalità. Dall’incontro di ieri sono emersi 28 studi revisionati, che si applicano a 55 attività economiche e che interessano una platea di circa 660 mila contribuenti. Oltre all’accorpamento delle attività, l’Agenzia segnala che gli studi valicati si applicano ai soggetti che esercitano attività con più punti di produzione e/o di vendita, superando così gli obblighi di annotazione separata per le imprese multipunto. Gli studi evoluti richiedono, però, una serie di elementi informativi aggiuntivi. Tra gli altri le Entrate segnalano quelli relativi al personale non dipendente, per il quale vengono ora chiesti dati sia relativamente al numero che alla percentuale di lavoro prestato. L’evoluzione degli studi dovrebbe portare gli strumenti verso una maggiore precisione.

Il concordato sarà un flop

La pianificazione fiscale introdotta con la Finanziaria 2005 non ha appeal, sarà un flop. Si tratta di una resa preventiva dell’amministrazione che non è in grado di contrastare efficacemente l’evasione fiscale. L’indicazione è arrivata da Paolo Moretti, consigliere nazionale dei ragionieri con delega alla fiscalità, intervenuto nel corso di una videoconferenza organizzata dalla fondazione Luca Pacioli. Per Moretti il nuovo istituto non ha l’appeal necessario per riscuotere il successo atteso dall’esecutivo. E’ giunto il momento di porre un freno all’abuso di istituti ispirati alla logica della determinazione preventiva del redito, a partire dagli studi di settore, concentrandosi invece su una reale ed efficace lotta all’evasione. I contribuenti, ha aggiunto Moretti, sono interessati a strumenti capaci di fornire garanzie. Il concordato non li tranquillizza: l’adesione non inibisce i poteri di accesso, non neutralizza l’ordinaria attività di accertamento e non copre l’azione penale. Secondo Moretti siamo di fronte a una sorta di ennesimo condono, in questo caso preventivo, privo però, paradossalmente, dei vantaggi che caratterizzano i condoni.

Dichiarazioni, slittano le scadenze dei ruoli

Nuova proroga per le iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione delle dichiarazioni dei redditi. Per le denunce presentate nel 2003 il termine scade il 31 dicembre 2006 invece che il 31 dicembre 2005. A quest’ultima data, invece, si dovrà fare riferimento in relazione alle dichiarazioni presentate nel 2001 e nel 2002. E’ questo quanto contenuto nel comma 424 della legge 311 del 2004 che di fatto ripropone altre disposizioni contenute in precedenti provvedimenti normativi. Il comma 424 prevede che in deroga alle disposizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 212 del 2000 che disciplina lo statuto dei diritti del contribuente, i termini di decadenza per l’iscrizione a ruolo previsti dall’articolo 17, comma 1, lettera a) del dpr n. 602 del 1973 sono prorogati al 31 dicembre 2006 per le dichiarazioni presentate nell’anno 2003. La norma alla quale fa riferimento la Finanziaria per il 2005 è la disposizione in base ala quale entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione si deve effettuare l’iscrizione a ruolo delle somme che risultano dovute in seguito all’attività di liquidazione che viene effettuata a norma dell’articolo 36 bis del decreto del presidente della repubblica n. 6000 del 1973. Pertanto, il termine ordinariamente previsto del 31 dicembre 2005 viene prorogato dalla legge 311 del 2004 sino al 31 dicembre dell’anno successivo.

Compensi Amministratori, TFM.

Assoggettamento al contributo gestione separata INPS l’eventuale quota per TFM accantonata ma non corrisposta, la contribuzione scatta solamente al momento dell’effettiva erogazione delle somme.
Pertanto, il passaggio esposto nella precedente circolare deve essere rivisto come segue:
Se il mandato lo prevede, è possibile che vengano stanziate anche somme a titolo di trattamento di fine mandato (TFM); in tal caso la deducibilità fiscale, previa imputazione a conto economico, prescinde dal pagamento.
L’assoggettamento al contributo previdenziale avverrà, invece, solo al momento dell’effettiva erogazione secondo quanto indicato nella lettera circolare INPS n.27/7265-02.

Finanziaria 2005, reato per l’omessa ritenuta

Guai in vista per i sostituti d’imposta che non versano le ritenute operate e certificate. L’articolo 1, comma 414 della legge Finanziaria per il 2005 introduce, infatti, dopo l’articolo 10 del decreto legislativo 74/2000, un articolo 10 bis che prevede la punizione con la reclusione da sei mesi a due anni per chiunque non versi entro il termine previsto per la dichiarazione annuale di sostituto di imposta, ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti, per un ammontare superiore a 50mila euro per ciascun periodo d’imposta. In questo modo tornano nell’area delle sanzioni penali comportamenti che ne erano stati esclusi dalla riforma del diritto penali-tributario varata nel 2000. Con tutte le incertezze che sono legate a un passaggio di questo genere. La nuova norma comporterà difficoltà che costituiscono già oggetto di rilevante dibattito dottrinale. Innanzitutto, per la limitatezza della nuova fattispecie criminosa, finirebbero per restare estranei alla sfera di punibilità penale proprio i comportamenti più gravi e difficilmente accertabili. Un altro problema che si presenterà sarà il riconoscimento della mancanza di liquidità come causa di giustificazione dell’omesso versamento. La giurisprudenza di legittimità, sotto la vigenza dell’articolo 2 della legge 516/1982, aveva considerato questa circostanza come attenuante, ma non causa di giustificazione.

Frodi Iva, incrocio di responsabilità

Incrocio di responsabilità tra clienti e fornitori per contrastare le frodi carosello; estensione dell’Iva agevolata al 4% per le prestazioni socio-assistenziali rese dalle cooperative; ennesima proroga dell’indetraibilità dell’Iva sui costi dei veicoli strumentali; nuovo rinvio dell’entrata a regime delle restrizioni per l’agricoltura. Questo è altro ancora è previsto, sul versante dell’Iva, nella legge finanziaria 2005. I commi da 381 a 385 istituiscono e disciplinano un nuovo adempimento per i soggetti che ricevono dai clienti esportatori abituali la dichiarazione prevista dall’art. 1, lett. c), del dl n. 746/83, meglio nota come lettera d’intento, finalizzata a ottenere la non applicazione dell’imposta sulle forniture di beni e servizi. Ai fornitori viene fatto obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate i dati contenuti nella predetta dichiarazione, esclusivamente per via telematica, entro il giorno 16 del mese successivo. Il nuovo adempimento si aggiunge a quelli già previsti dal citato dl n. 746/83 in capo al fornitore: l’attribuzione di un numero progressivo alla lettera d’intento ricevuta, la sua annotazione entro 15 giorni dal ricevimento, in apposito registro, la sua conservazione a norma di legge. Va ricordato, inoltre, che gli estremi della lettera d’intento devono essere indicati sulle fatture emesse senza applicazione dell’imposta in base alla lettera stessa. Anche se la legge è entrata in vigore l’1/1/2005, la decorrenza del neo-istituito obbligo di comunicazione appare incerta.

Immobiliarie, commercialità sotto la lente

Participation exemption inapplicabile alle società immobiliari che non svolgono un’effettiva attività commerciale. Questo l’orientamento dell’Agenzia delle entrate che nella risoluzione n. 152 del 15 dicembre 2004 ha ritenuto non sussistere il requisito della commercialità nei confronti di una società immobiliare la cui attività principale era costituita dalla locazione di immobili. L’esercizio da parte della società partecipata di un’impresa commerciale è infatti uno dei requisiti espressamente richiesti dall’art. 87 Tuir per poter beneficiare dell’esenzione sulla cessione di partecipazioni sociali. L’Agenzia delle entrate ha ritenuto che nel caso di specie l’attività esercitata dalla società immobiliare si sia sostanziata nella mera gestione e locazione dell’immobile costruito e che di conseguenza rientri nell’ambito applicativo di una presunzione assoluta di non commercialità dell’impresa che rende inapplicabile la participation exemption. Introdotto con il dlgs 12 dicembre 2003, n. 344, l’istituto della participation exemption, regolato dall’art. 87 Tuir, mira a una più generale ridefinizione dei rapporti tra il regime impositivo delle società e quello dei soci attraverso una tassazione del reddito al momento della produzione e non all’atto della sua distribuzione. Nella pratica l’art. 87 del Tuir prevede l’esenzione delle plusvalenze realizzate in occasione della cessione delle partecipazioni che rispondono a determinati requisiti.

 

Cordialità

                                                                                         Silvano Nieri

 


 

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